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Estratti dal Glossario del libro Terapia Craniosacrale Biodinamica di M.Shea



ANIMA – una entità concepita come l’essenza, la sostanza, il principio animatore, o la causa effettiva della vita, o della vita individuale, specialmente della vita che si manifesta nelle attività psichiche. Qualcuno l’ha definita come il veicolo dell’esistenza individuale, separata per natura dal corpo e generalmente ritenuta separata anche come esistenza. Nel corso della storia si sono avute idee contrastanti – che l’anima sia intrinsecamente e esclusivamente individuale, oppure che l’anima sia una cosa o un principio generico, non più individuale di quanto possa esserlo la sostanza del corpo. Nell’insieme, comunque, ha prevalso la prima di queste idee, spe­cialmente nella cultura Occidentale. L’uso di termini quali “respiro” (l’ebraico nephesh, in greco pneuma, in latino anima o spiritus) e “Ombra” (l’egiziano ba, il greco skia, il latino umbra) mostra la natura delle prime concezioni dell’anima. La distinzione egiziana tra ba e knu, anima e spirito, psiche e pneuma, risale ai tempi più antichi, e la caratteristica concezione egiziana dell’origine divina dell’anima, della sua vita terrestre come una guerra tra il bene e il male, e della sua condizione futura come determinata da un giudizio divino, delineano la convinzione prevalente degli Occidentali.
Tra gli antichi greci, la concezione prevalente era l’idea dell’anima come del principio che mette qualcosa in grado di iniziare un movimento o un cambiamento, o di svilupparsi grazie a forze interiori anziché essere domi­nata esclusivamente dall’esterno. Quindi possedere un’anima è il carattere distintivo di ciò che vive. A questa concezione generale bisogna aggiungere le dottrine esoteriche dei culti dei misteri, che riguardano soprattutto l’immortalità, e che mettono l’anima in contrapposizione al corpo e a tutto ciò che è puramente naturale. La concezione cristiana dell’anima deriva tanto dai Greci, in particolare modificata dai culti dei misteri, quanto dalla Bibbia. In gran parte della Bibbia, l’anima è l’equivalente della vita incarnata in creature viventi. Nell’uso originario del Vecchio Testamento, non c’è alcun riferimento al secondo significato – il principio animatore – né all’idea di una natura immateriale che sopravvivrà al corpo. Una più esatta definizione della concezione cristi­ana è stata influenzata soprattutto da Sant’Agostino, il quale ha insegnato che l’anima è semplice, immateriale e spirituale, priva di estensione quantitativa e spaziale. Egli deduceva l’immortalità dell’anima dal fatto che è depositaria di verità imperiture; e distingueva una sua natura inferiore, sede di desideri e sensualità, da una più elevata o spirituale, sede di volontà e conoscenza. Déscartes ha dato nuova forma al problema della natura dell’anima, con la sua teoria dell’automatismo del corpo, e con la sua dottrina che la natura dell’anima sia il pensiero razionale.
Al problema dell’anima sono state date tre tipi di risposta. Primo, l’anima è stata trattata come un’entità o un soggetto che si manifesta specialmente in quelle attività dell’uomo che comportano la volontà e il pensiero; è il soggetto dell’esperienza mediata dal corpo; non è la mente, ma colui che pensa e che vuole. Secondo, l’anima è identificata con la totalità dell’esperienza cosciente; questa è la concezione generale degli idealisti. Terzo, l’anima è trattata come una funzione, o come la somma delle funzioni, del cervello; così Pierre J.G.Cabanis (1757-1808) insegnava che il cervello produce pensieri come lo stomaco digerisce il cibo. Qualche altra concezione ha ritenuto che l’anima, in quanto intero processo spirituale unitario in congiunzione con l’intero, unitario processo fisico, pare trovarsi a metà strada tra il modo di vedere idealistico e quello materialistico. Storicamente, la psicologia fa a meno , per la maggior parte, del concetto dell’anima come principio esplicativo.
L’anima ha anche assunto il significato di un principio psichico o spirituale in generale, concepita come un qualcosa che è condiviso da, o incarnato in singoli esseri umani, o in tutti gli esseri aventi una natura razionale o spirituale. La super-anima – la natura psichica o spirituale dell’universo – è concepita come qualcosa che è in rapporto con il mondo fisico, così come l’anima umana è concepita in rapporto con il corpo; è l’anima del mondo. L’anima rappresenta anche la natura morale ed emotiva dell’uomo, distinta dall’intelletto – l’uomo ha più anima che cervello; di qui espressione che effettivamente presenta o stimola emozioni e sentimenti. L’anima è anche vista come la sede della vita reale, della vitalità o dell’azione – come la parte essenziale o animatrice; il principio vitale capace di realizzare qualsiasi cosa, “il segreto spirito d’armonia” secondo Milton.
L’anima è anche colui che guida, che ispira, lo spirito che trascina, e il cuore, come nella frase “l’anima di un’impresa”. La frase “anima gentile” descrive una persona dotata di qualità spirituali o intellettuali. L’anima (o animo) è anche il coraggio, lo spirito, il fervore, e la forza spirituale, come quando si dice “ha avuto l’animo” di sfidare le influenze negative della comunità. Significa anche affetto, generosità, carità, o qualsiasi altra nobile manifestazione del cuore o della natura morale – o la loro mancanza, come quando si parla di una persona “senz’anima” . In generale, il termine anima parla del senso che diamo alla nostra vita. È una funzione del nostro inconscio dare un senso alle cose. Essa rappresenta qualcosa che nasce dalla nostra coscienza lunare, dal nostro lato oscuro. È l’opposto dello spirito, che è la coscienza solare, luminosa e creativa.

AXIS MUNDI – questo termine, che significa “asse del mondo” e si incontra sia in ambito mitologico sia in quello religioso, si riferisce alla connessione tra il cielo e la terra. Nella terapia craniosacrale biodinamica è una metafora per la linea mediana, e indica il significato ultimo della linea mediana. Secondo Wikipedia, la libera enciclopedia on line, il concetto di Axis Mundi esiste praticamente in tutte le culture della terra. È par­ticolarmente importante in quelle culture che presentano pratiche di guarigione di tipo sciamanico o molto animistiche. Quindi il guaritore viaggia sull’Axis Mundi per recuperare informazioni utili alla guarigione del paziente o della società che si sono ammalati perché hanno perso il contatto con il divino. Può essere rappresen­tato da molti altri simboli della linea mediana, come un albero, una scala, o il caduceo, il simbolo tradizionale del sistema biomedico occidentale. Può essere rappresentato anche da simboli fallici o da particolari luoghi geografici, come si trova nella tradizione Tibetana, o in quella Navajo o Sioux. Molti edifici o strutture religiose rappresentano esplicitamente l’Axis Mundi: così la capanna di purificazione (hogan) dei Navajo, lo stupa del Buddismo , e la chiesa Cristiana. Anche particolari piante o alberi possono rappresentare l’Axis Mundi, come l’albero della Bodhi sotto cui il Buddha ricevette l’illuminazione. E possiamo aggiungere l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male nel giardino dell’Eden.

BIOCINETICO – il termine descrive la posizione, la forma, e il processo di strutturazione dei campi meta­bolici dell’embrione umano, come spiega l’embriologo tedesco Eric Blechschimidt (si veda METABOLISMO e CAMPI METABOLICI). ‘Biocinetico’ implica la reciproca relazione spaziale tra i diversi fondamentali blocchi di costruzione dell’embrione umano. Di conseguenza, questi ‘blocchi’, che chiamiamo ‘campi metabolici’, si in­fluenzano reciprocamente dall’esterno verso l’interno. Le abilità di palpazione proprie della terapia craniosacrale biodina
mica, riguardano l’identificazione di specifiche proprietà biocinetiche nei clienti adulti che sono un diretto omologo dei campi metabolici dell’embrione. La biocinetica implica la biodinamica.

BIODINAMICO – l’embriologo tedesco Eric Blechschmidt usava il termine ‘biodinamico’ riferendosi alle forze dei fluidi dell’embrione che portano ordine e organizzazione. L’organizzazione dell’embrione deriva inol­tre da un campo di tensione dinamica presente ai due estremi della linea mediana embrionale nota come noto­corda, secondo il prof. Blechschmidt. Non si tratta di un effettivo stato di quiete, ma piuttosto l’effetto di campi di metabolismo adiacenti che causano una tensione dinamica immobile nella notocorda.
Biodinamica significa ‘integrità’, interezza. Per tutto il ventesimo secolo i biologi e gli embriologi speri­mentali hanno teorizzato che lo zigote fosse una unità completa, e che le proprietà dell’integrità durassero e si conservassero per tutta la vita. Dal punto di vista della terapia craniosacrale biodinamica, l’integrità non è una teoria: è piuttosto il movimento della Respirazione Primaria. Quindi, l’integrità è un movimento che può essere percepito come un ciclo di 100 secondi. Il professor Blechschmidt usava il termine ‘biodinamica’ riferendosi ai movimenti submicroscopici dei fluidi dell’embrione. Molti operatori biodinamici sentono , interpretando questo concetto del professor Blechschmidt, che la Respirazione Primaria è un movimento di tal genere.
Questa prospettiva della terapia craniosacrale biodinamica è stata notevolmente ampliata e interpretata come segue. La terapia craniosacrale biodinamica descrive un approccio terapeutico in cui si percepisce la Quiete Dinamica e i suoi effetti sulla Marea Lunga e sulla Marea Media. La loro intrinseca capacità di por­tare l’ordine necessario alla crescita e alla differenziazione è percepita dall’operatore come una funzione dei fluidi. L’operatore è in grado di sentire l’equivalente dei diversi campi metabolici embrionali nel cliente adul­to come differenti cambiamenti di forma che si verificano sotto le mani dell’operatore. Quando l’attenzione dell’operatore si sincronizza su questi movimenti “normali” o sulla quiete della linea mediana, ciò permette ai movimenti anomali di risolversi, e agisce positivamente sullo stress e sul trauma trattenuto del cliente. Il vec­chio concetto del Meccanismo Respiratorio Primario, – originariamente composto di elementi del tessuto e del fluido cerebrospinale – viene sostituito da quello degli effetti della Quiete Dinamica del nucleo profondo della linea mediana, e dell’imprinting del Respiro Vitale che è il lento movimento della Respirazione Primaria nei fluidi dell’embrione.
Queste forze ordinate e questi modelli di organizzazione dei fluidi possono essere avvertiti dal tocco sot­tile dell’operatore, e spesso rispecchiano la naturale crescita organica e la differenziazione embriologica che precedono gli effetti delle esperienze di vita e dei relativi stati emotivi. Le forze biodinamiche e le loro concrete espressioni si trovano in tutto il corpo. Il termine ‘biodinamico’ implica una qualità essenziale o “un’originalità”, come diceva Blechschmidt, che si osserva in particolare nei primi stadi dello sviluppo embrionale. Questo si riferisce ad una integrità, una completezza, che si presenta nell’embrione prima che si sviluppino le singole parti, e l’integrità rimane costante per tutta la vita. L’integrità è rappresentata dal movimento della Respirazione Primaria.

CONCETTO CRANIOSACRALE – è l’idea scoperta, esplorata e sviluppata da Sutherland applicando i principi osteopatici al cranio. Descrive i meccanismi anatomici, fisiologici, e metabolici del teschio, che si pre­sume rappresentino l’azione del Sistema Respiratorio Primario quale forza motivante relativamente agli Impulsi Ritmici Cranici (IRC), la Marea Media, la Marea Lunga, e la Quiete Dinamica. Il Concetto Craniosacrale rap­presenta l’applicazione del concetto di disfunzione somatica al Sistema Respiratorio Primario. Lo studio della valutazione e della gestione della disfunzione somatica estesa al Sistema Respiratorio Primario abbraccia: (1) introduzione e mantenimento della disfunzione somatica; (2) gli effetti patologici della disfunzione somatica; (3) metodi specifici di valutazione e di trattamento attraverso il contatto delle mani (Ward, 1981). Infine, Sutherland sentiva che il suo Concetto Craniosacrale aveva carattere religioso. L’evoluzione del suo lavoro si è polarizzata in due modelli, distinti ma interconnessi. Uno è il modello biomeccanico, l’altro quello biodi­namico, da cui questo libro trae alcuni principi fondamentali, teorici e clinici.

CORE LINK – IL NUCLEO DI COLLEGAMENTO – è l’attacco meccanico della dura madre con il foro occipitale (foramen magnum) e col secondo segmento sacrale. La terapia craniosacrale biomeccanica cerca di liberare la tensione della dura madre attraverso la palpazione di questo “nucleo di collegamento” o core link tra due importanti strutture del Sistema Respiratorio Primario. Biodinamicamente, il core link rappresenta il contesto embrionale della neurulazione primaria e della neurolazione secondaria. La neurolazione primaria è quando si chiude l’estremità superiore del tubo neurale, la neuroazione secondaria quando si chiude l’estremità inferiore, alcuni giorni dopo. La neurulazione primaria riguarda l’ectoderma, e la secondaria è associata con il mesoderma.

FLUTTUAZIONE LONGITUDINALE – la linea mediana auto-organizzata che compare naturalmente nei fluidi viventi della Marea Media. Nel corpo umano, è la forza embriologica della formazione del corpo (embodiment) e si orienta alla linea mediana notocordale. Nasce dal coccige e risale attraverso i ventricoli al cervello, causando fluttuazioni trasversali o laterali nel cranio tramite la fisica della transduzione. Sutherland chiamava la fluttuazione longitudinale “la corrente continua”.

FULCRO – nell’embrione, un punto intorno al quale ha luogo una attività simmetrica, nota come sim­metria radiale; un modo di esercitare un’influenza; da un punto di vista meccanico, un punto di appoggio per una leva; un punto fermo intorno al quale lavora una membrana in costante tensione, e da cui prende forza. I fulcri trasferiscono forza vitale da una parte del corpo ad un’altra. Nell’osteopatia classica si dice che i fulcri sono situati nel corpo dei fluidi o nella Marea Media e che sono sospesi e capaci di spostarsi automaticamente dal momento che si tratta di punti funzionali ideali intorno ai quali ruota un movimento simmetrico o anche un movimento non organizzato. Una linea mediana è un fulcro, ma non tutti i fulcri sono linee mediane nel senso del normale ordine e organizzazione. Quindi, alcuni fulcri sono normali, e alcuni sono fulcri “inerziali”, cioè causati dallo stress. Qualsiasi mo­vimento ha un fulcro. Anche la mente ha un fulcro, per esempio un pensiero ricorrente. Ci sono momenti del tempo che hanno fulcri. Persino il Respiro della Vita ha un fulcro, che si trova nella Quiete Dinamica. Ogni fulcro, pertanto, ha un nucleo centrale di quiete che è il suo intrinseco potere, come si può vedere nei potenti uragani e nelle più minuscole strutture dell’embrione. Un fulcro è una funzione, non una struttura, e di solito, da un punto di vista terapeutico, si trova al livello di esperienza della Marea Media. Il punto fondamentale dell’esplorazione diagnostica è se il fulcro della Marea Media si sposta con la Respirazione Primaria o se rimane statico. Se è statico l’operatore entra nello stillpoint nel cuore del fulcro per ottenere la risoluzione terapeutica tramite i processi relativi allo stillpoint.

IMPULSO RITMICO CRANICO IRC– (Cranial Rhythmic Impulse, CRI) – definizione che descrive il susseguirsi di minimi cambiamenti ritmici (cicli) del Sistema Respiratorio Primario sotto l’influsso del sistema nervoso autonomo, in particolare delle risposte di adattamento allo stress. L’IRC è una forma d’onda superfi­ciale o una perturbazione che cerca di riaccendere le più profonde forze di marea della Respirazione Primaria. La pulsazione si avverte in tutto il soma. Qualche ricerca avanza l’ipotesi che sia una mescolanza di vari ritmi fisiologici, come il ritmo cardiovascolare o quello della respirazione toracica.

MAREA – termine usato tradizionalmente come sinonimo di Marea Lunga, Respirazione Primaria, e im­pulso respiratorio Primario. Alcuni operatori lo usano erroneamente come sinonimo del Respiro della Vita. Il termine è stato coniato in origine da W.G. Sutherland per descrivere il ritmico alzarsi e abbassarsi del fluido cerebrospinale e la sua potenza. Poco a poco egli si rese conto che è più sistemico e più lento, e negli anni fino alla sua morte il significato è cambiato fino ad arrivare ad una comprensione ed una percezione più globale di un ciclo di 100 secondi. Questo ritmo lento si muove attraverso un mezzo di tipo fluido al di fuori del corpo (il mare che ci circonda), dall’orizzonte verso un fulcro embriologico nel corpo, per tornare all’orizzonte. Come ha detto un osteopata, la saggezza passa dal corpo e quindi potremmo considerare la Marea come questa saggezza che, quando attraversa il corpo, in-forma il corpo e dispiega l’intero complesso Sistema Respiratorio Primario biodinamico. Come dice Shakespeare nel Giulio Cesare: “c’è una marea negli affari degli uomini che, presa sul crescere, porta alla fortuna. Se la manchi, tutto il viaggio della vita rimane intrappolato nelle secche e negli af­fanni. Su tale mare noi galleggiamo. E dobbiamo prendere la corrente quando serve, o perdere i nostri beni.”

MAREA MEDIA – è il nome che Franklyn Sills ha dato ad un organo della forma e della struttura composto dall’acqua vivente del protoplasma del corpo umano. Viene descritta anche come qualcosa che ha una involu­cro, una pelle, che si estende fino a circa 20-30 cm oltre la superficie del corpo. Il professor Becker si riferisce a quello spazio che è subito al di fuori della pelle come alla biosfera.
Il professor Jealous parla della Marea Media come del Corpo fluido. E’ nella Marea Media che viene tratte­nuto lo stress o il trauma sotto forma di diverse strutture fluide, gradienti di densità e viscosità , o anche diversi gradienti di temperatura o orientamento simmetrico dei fulcri di orientamento. La fluttuazione longitudinale è considerata la linea mediana della Marea Media. Nella Marea Media si producono altri ritmi, che possono variare da uno a tre cicli per minuto. È nella Marea Media che può verificarsi lo spostamento automatico (au­tomatic shift) dei fulcri inerziali e dello stress, quando è mossa dalla Respirazione Primaria (che è chiamata, a volte, ‘il cervello della Marea Media’). Lo spostamento automatico permette il ristabilirsi del ciclo ininterrotto della fluttuazione longitudinale e il riequilibarsi del sistema nervoso autonomo. L’interfaccia tra la Marea Lunga e la Marea Media è chiamata “la potenza della tensione reciproca della Marea Media” (RTP).

QUIETE DINAMICA – l’essenza del Sistema Respiratorio Primario. Al livello teorico la Quiete Dinamica rappresenta un potenziale da cui nasce la forma dell’embrione e la struttura del corpo. Al livello dell’embrione rappresenta un campo metabolico da cui nasce la notocorda e che permane come nucleo centrale della notocor­da. Di conseguenza, gli operatori preparati biodinamicamente orientano l’attenzione alla Quiete Dinamica nel corpo. La Quiete Dinamica, comunque, comprende anche la nozione di una presenza esterna, oltre l’orizzonte è tridimensionale. Forse a questo si riferiva Sutherland parlando di uno stillpoint quando la quiete al di là dell’orizzonte si unisce alla quiete del fulcro e della linea mediana del corpo embrionale. La quiete è lo sfondo della percezione dell’operatore, mentre la Respirazione Primaria è in primo piano. Nel corso di una sessione biodinamica, lo sfondo e il primo piano si invertono con una certa regolarità, finché la quiete non prevale. A quel punto l’operatore sprofonda nella quiete per quanto possibile. Si chiama “fermarsi nel vuoto”. Col fermarsi nel vuoto si può arrivare a livelli molto profondi di guarigione.

RESPIRO DELLA VITA – un elemento invisibile, che è senza movimento, senza tempo e senza spazio. In origine Sutherland ha coniato il termine riprendendolo dal libro della Genesi: “….e il Signore Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, e gli soffiò nelle narici il Respiro della Vita, e l’uomo divenne un’anima vivente” (Genesi, 2:7). Il Respiro della Vita viene citato o richiamato almeno diciannove volte negli scritti di Sutherland (Paulus, 1999). È difficile definire il termine che ha un’origine teologica ma è usato in un senso più laico tra gli operatori biodinamici. Certamente, nel corso degli anni, il concetto del Respiro della Vita è cambiato in quanto metafora relativa a particolari abilità di palpazione. Lo stesso Sutherland ha usato parecchie diverse metafore, tra cui “luce liquida”, “un fluido entro i fluidi”, “potenza intelligente”, “lampo”, “intelligenza della marea”, e come di una scintilla capace di dare inizio al movimento dei fluidi del corpo.

SISTEMA RESPIRATORIO PRIMARIO – SRP – da un punto di vista biodinamico, l’embrione umano e l’adulto sono organizzati come un campo unificato intorno all’imperativo della linea mediana della Quiete Di­namica. L’idea di un sistema meccanico di fluidi e tessuti come quello posto agli inizi della storia del Concetto Craniosacrale viene sostituito dal concetto del Sistema Respiratorio Primario (SRP) che nasce dalla quiete e dal Respiro Vitale. Nel SRP :
• la Quiete Dinamica è il potenziale di organizzazione
• il Respiro della Vita imprime nello zigote un ‘piano innato dell’essere’
• la Respirazione Primaria accende il ‘piano innato dell’essere’ nel soma e nella linea mediana notocordale
• la Marea Media è la funzione di organizzazione e di integrazione della potenza dei fluidi
• il CRI è l’organizzazione del mondo dei fluidi e dei tessuti sotto stress
• l’espressione di questi nei cicli di inspirazione ed espirazione della Respirazione Primaria è una unità fun­zionale nella motilità e nel movimento della potenza, dei fluidi e dei tessuti.
Tutti gli elementi del SRP si equilibrano reciprocamente. Tutti i diversi livelli sono interconnessi e tutti sono attivi simultaneamente. Il SRP nasce dalla Quiete Dinamica. Il SRP è un complesso sistema, dinamico e non-lineare, di comprensione della funzione umana. Il SRP è una espressione poliritmia della Quiete Dinamica. Una delle sue manifestazioni è il meccanismo craniosacrale, che descrive le interrelazioni meccaniche delle ossa e delle membrane al livello del CRI.

TRASDUZIONE – in una cellula recettore è la conversione di uno stimolo in un generatore. Si riferisce anche, biodinamicamente, alla trasduzione della fluttuazione longitudinale della Marea Media per tutta la sua estensione. W.G. Sutherland ne parlava come di una “corrente continua”, nel gergo da elettricista. La corrente continua viene trasdotta quando incontra il campo elettromagnetico delle meningi dell’encefalo e del midollo. Lo fa generando fluttuazioni trasversali e laterali o “a forma di 8” nella Marea Media dell’encefalo. È possibile utilizzare queste fluttuazioni trasversali e laterali per diag
nosticare problemi a valle, dove la fluttuazione longi­tudinale inizia nel pavimento pelvico. Parlando da un punto di vista biodinamico, i movimenti metabolici dei fluidi hanno un asse fondamentale di direzione del flusso, parallelo e perpendicolare rispetto ad una membrana che li limita. La base da cui dipendono le fluttuazioni sia longitudinali sia trasversali sono questi fondamentali movimenti biodinamici dei fluidi dell’embrione.

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