Formazione CranioSacrale: utilizzo creativo di informazioni ed esperienze acquisite”

di Lucia Zanarella

Il mio approccio alla biodisciplina craniosacrale è stato del tutto casuale e, subito, molto benefico. Ero al mare –agosto 2004- per curare i postumi di un coma di 36 ore, definito “suicidio dell’inconscio”, vissuto nell’aprile 2002. Ero un soggetto seguito con interesse, ma a distanza, da specialisti del cervello. Mi era stata consigliata la terapia del mare. Dovevo stare più possibile con la testa sotto acqua dove “sentivo” forte, chiara, continua e vivace la corrente elettrica che mi crepitava dentro come luci psichedeliche e rumorose dentro una sfera. I miliardari americani, vittime di questa patologia, sono gli unici a ritornare alla vita normale dopo due anni almeno di clinica protetta al mare. Vengono curati anche con sedativi e quindi non riscontrano le mie percezioni. Neurologi e psichiatri sono increduli che io sia uscita dal coma e piano piano riprenda una vita normale, riporti queste percezioni, soprattutto perché lontana sempre dalle loro mani e da psico-farmaci. Devo dire grazie a Renata, l’amica presente quando è successo il coma, che si è rifiutata di farmi ricoverare, rischiando che morissi piuttosto che diventare un fungo nelle mani dei curatori del cervello. A Renata, comunque, per la paura vissuta, nel giro di una settimana, si sono imbiancati i capelli. Poteva essere un ictus o un infarto, ma non avevo male, la pressione era normale e lei conosceva i livelli di stress e di dolore a cui ero sottoposta. Sentì giusto e mi salvò la vita! Quando mi svegliai, leggera come mai, avvertii che “avevo staccato la spina”dalla vita e ne compresi le ragioni. La convalescenza fu lunghissima ma riposante, anche al mare! Marina Scapin di Cittadella, operatrice craniosacrale, in vacanza con me al mare, mi propose di provare una seduta. Accettai solo per fare un’esperienza…. Solo tre sedute ravvicinate furono sufficienti però per farmi sentire un benessere totale, tale da sentire il piacere di andare al matrimonio di un amico carissimo cui avevo già detto che era improbabile la mia presenza perché sempre convalescente. Si era posto però un nuovo problema. Quelle tre sedute craniosacrali mi avevano prodotto un alito asfissiante… Al ritorno dal mare ripresi le sedute e a quel matrimonio andai senza provocare danni agli sposi ed agli invitati. Altri effetti di espulsione di tossine cementate nel mio corpo sono stati una diarrea puzzolente, indolore ma quotidiana, durata più di un mese e poi una specie di erpes al mento, intorno alla bocca, sotto l’arco dei piedi e sulle mani che tuttora riaffiorano, ….dopo 40 sedute! L’ultimo effetto positivo è che si sta sciogliendo un’antica tensione dolorosa alle caviglie, dove le tossine stanno uscendo con una specie di gonfiore che “puzza di stalla”, proprio dove sentivo, in situazione di stress, dolori lancinanti sia nei muscoli che nelle ossa. Continuo la terapia perché ancora, durante le sedute, la percezione del corpo che via via aumenta e si affina mi permette di sentire ancora troppe tensioni interne. Ora è la metà sinistra del corpo che sento torbida rispetto ad una destra chiara e leggera, ora sono le gambe ad accusare, durante la seduta, dolori diffusi ed una pesantezza inaudita o tensione e dolori dal bacino ai piedi. A seduta conclusa queste percezioni scompaiono lasciandomi sempre un generale benessere.

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