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I campi fluidi embriologici della colonna vertebrale

UN NUOVO MODO DI RELAZIONARSI AI SEGMENTI SPINALI

DI MICHAEL KERN D.O., B.C.S.T., N.D.

 

 

I somiti sono accumuli di cellule mesodermiche che iniziano ad apparire nell’embrione circa 20 giorni dopo il concepimento.  Si formano a coppie ad entrambi i lati del tubo neurale. Alla fine delle quarta settimana dal concepimento i somiti cominciano a differenziarsi in quattro compartimenti:

1) gli sclerotomi che formano le vertebre e la cartilagine costale

2) i miotomi che formano la muscolatura della schiena, delle costole e degli arti

3) i dermatomi che formano la pelle della schiena

4) i sindetomi che formano i tendini dei muscoli ed alcuni vasi sanguigni.

 

 

 

Inoltre i somiti specificano le vie di migrazione delle cellule della cresta neurale e degli assoni dei nervi spinali. Perciò l’innervazione dei miotomi, dei dermatomi e degli sclerotomi ha in comune una “identità segmentale”. Il punto di riferimento o asse di crescita, sviluppo ed organizzazione di tutti questi tessuti nell’embrione è la notocorda o “linea mediana primaria”.

 

Tutte le strutture che si sviluppano dai somiti nell’embrione mantengono una risonanza armonica tra di loro e con tutti gli altri tessuti di origine non somitica (ad es. organi e nervi),che si sviluppano dallo stesso segmento della colonna vertebrale. Fondamentalmente questi tessuti si formano all’interno di campi fluidi di organizzazione segmentale, per lo più organizzati sul piano orizzontale.

Tali campi fluidi sono orbite funzionali segmentali che si mantengono per tutta la vita e a cui ci si può sintonizzare per la diagnosi e il trattamento. Sono specifici campi di fluido e potenza che fondamentalmente organizzano lo sviluppo e il mantenimento di particolari regioni del corpo. In uno stato di salute gli elementi del tessuto sono respirati e vitalizzati dalle forze biodinamiche che si esprimono in quel particolare segmento. E’ comune trovare una sovrapposizione tra un campo segmentale e l’altro, ma il loro funzionamento può essere percepito dall’operatore con le mani, il che rende questo un modo valido di relazionarsi alle forze organizzatrici nel corpo, piuttosto che solamente ai loro effetti.

 

Nell’adulto il punto di riferimento o fulcro naturale di organizzazione di ciascun segmento è nel nucleo polposo, al centro del disco intervertebrale; un residuo e un derivato diretto della notocorda originale. I nuclei discali possono essere considerati punti nodali lungo la linea mediana. Il centro del disco è anche il fulcro naturale per l’organizzazione delle due vertebre adiacenti (sopra e sotto), dato che ogni vertebra si forma da due somiti diversi che si combinano intorno alla notocorda.

Inoltre, i nuclei dei dischi intervertebrali si comportano anche come fulcri per i nervi motori e sensoriali relativi ad un dato segmento spinale, incluse anche le porzioni spinali del sistema nervoso autonomo.

 

Descriviamo un segmento facilitato come un segmento del midollo spinale altamente eccitabile, che spara impulsi in modo anomalo. A causa della presenza di un segmento facilitato, impulsi irritativi possono essere inviati ai muscoli , alle articolazioni, agli organi la cui innervazione sensoriale e motoria dipende da quella particolare regione del midollo spinale. Questo può creare un circolo vizioso di irritazione e sovraeccitabilità, che influenza le funzioni di un intero segmento spinale o di un gruppo di segmenti.

 

Il concetto di segmento facilitato è stato postulato per spiegare il motivo per cui il trattamento della colonna vertebrale può avere effetti di larga portata che possono influenzare le funzioni della muscolatura, delle ossa, dei nervi e degli organi  connessi ad una particolare area spinale. In modo simile la presenza di segmenti facilitati è stata proposta come spiegazione del fatto che problemi  della muscolatura o degli organi possono creare disturbi alla colonna, poiché a loro volta inviano messaggi irritativi al midollo.

 

Comunque questo processo coinvolge più della sola neurologia, dato che i nervi sono solo uno degli elementi contenuti all’interno di un campo segmentale fluido. Se l’operatore è in grado di relazionarsi al campo fluido stesso e al suo fulcro naturale, ossia il nucleo del disco, il trattamento può coinvolgere un livello più profondo di organizzazione. In questo modo è possibile accedere al blueprint, allo stampo, o al principio organizzatore delle funzioni di tutti gli elementi all’interno di quel campo.

 

Un campo fluido potrebbe essere diventato relativamente inerziale o distorto nella forma. Potrebbe aver perso la sua abilità di essere respirato dalla respirazione primaria, e perciò alla palpazione dara’ una sensazione costretta, stagnante o contorta. Potrebbe anche esprimere schemi disturbati nei fluidi e nella potenza.

 

Per sentire un campo spinale fluido puoi porre una mano alla colonna, orientandoti al nucleo del disco intervertebrale che agisce come fulcro naturale per il funzionamento di quell’area. Le punte delle dita possono essere posizionate sui processi spinosi di due vertebre adiacenti mentre ti orienti al nucleo del disco tra i corpi vertebrali. Questo porterà naturalmente la tua consapevolezza all’aspetto anteriore della colonna vertebrale. Infatti, puoi orientarti al nucleo del disco come al fulcro naturale dei muscoli, della pelle, delle ossa e dei tessuti connettivi che si sono formati dal somita che circonda la notocorda a quel livello, come pure ai nervi di quel segmento e agli organi che da essi ricevono la loro innervazione.

 

L’altra mano può essere posta all’aspetto anteriore del corpo, in relazione a particolari strutture periferiche incluse in quel segmento. Fondamentalmente stai tenendo un’orbita di funzionamento orizzontale tra le mani, anche se la mano anteriore va posizionata leggermente più in basso rispetto alla mano posteriore. Puoi muovere le mani su e giù fino a sentire la connessione tra entrambe le mani, e questo ti permette di sentire la funzione e la topografia di un particolare segmento. Aspetta fino a che percepisci questa funzione viva come una diretta esperienza sensoriale. E’ importante mantenere una consapevolezza tridimensionale tra le mani, mentre fai questo, come se stessi
tenendo un campo interconnesso, o una ruota. Puoi anche fare specifico riferimento a muscoli, pelle, ossa, tessuti connettivi, nervi e organi contenuti in quel campo fluido.

 

Lavorare con il campo fluido ha una qualità più profonda e più lenta rispetto a lavorare con il ronzio della funzione neurologica. Riguarda l’orientarsi alle intenzioni embriologiche all’interno di un campo percettivo ampio. L’operatore ha bisogno di approfondire e assestare la sua consapevolezza continuando ad orientarsi in maniera tridimensionale all’intera biosfera del paziente. Allora può invitare stati di equilibrio e assestamento in quel campo fluido, ed una riconnessione al campo più ampio della respirazione primaria…ed è così che permette la guarigione ad un livello profondo.