I tre respiri

di Remo Rostagno


Perché non prendiamo un primo respiro profondo, sentendo l’afflusso di aria fresca attraverso le narici penetrare nel nostro corpo caldo, raggiungere i polmoni, e di li sentiamo come il flusso del sangue raccoglie quest’energia ora diventata tiepida e la distribuisce a tutto il resto del nostro corpo fluido.


Perché non prendiamo un primo respiro profondo, sentendo l’afflusso di aria fresca attraverso le narici penetrare nel nostro corpo caldo, raggiungere i polmoni, e di li sentiamo come il flusso del sangue raccoglie quest’energia ora diventata tiepida e la distribuisce a tutto il resto del nostro corpo fluido. Con questa semplice presa di coscienza del respiro stimoliamo e invitiamo tutti i fluidi del corpo a rilassarsi, a scorrere liberamente, sicuri di poter essere nutriti e di poter trasportare questo nutrimento a tutte le cellule.

Perché non prendiamo un primo respiro profondo, sentendo l’afflusso di aria fresca attraverso le narici penetrare nel nostro corpo caldo, raggiungere i polmoni, e di li sentiamo come il flusso del sangue raccoglie quest’energia ora diventata tiepida e la distribuisce a tutto il resto del nostro corpo fluido. Con questa semplice presa di coscienza del respiro stimoliamo e invitiamo tutti i fluidi del corpo a rilassarsi, a scorrere liberamente, sicuri di poter essere nutriti e di poter trasportare questo nutrimento a tutte le cellule.
I fluidi ancora una volta, che assicurano la sopravvivenza di tutti i tessuti ed organi del corpo, con il sangue in prima fila chiaramente.
I fluidi peró sostengono schemi di organizzazione ben piú vecchi. Nello sviluppo umano la prima fase dopo il concepimento della cellula uovo materna, da parte della cellula
spermatozoo paterna, è chiamata lo zigote. I fluidi hanno gestito tutta la fase dell’incontro dei due gameti e la fase successiva del concepimento, assicurando un ambiente acquatico e scorrevole.
Prendiamo cosí ora un secondo respiro profondo, adoperando ancora la coscienza dei fluidi, per riportarci a quel primo momento della nostra vita umana, momento di incontro e scambio, prima che lo zigote si divida in più e piú cellule, diventando a poco a poco quello che siamo ora, un corpo pieno di complessitá. E col respiro entriamo in contatto colla coscienza di quel nostro essere unicellulari. Noi siamo ancora oggi l’espressione creativa di quella prima cellula. Adoperiamo la memoria antica dei fluidi per riconnetterci a quel momento e diventare coscienti del sostegno che questa modello ci offre.
La creativitá, l’integritá e l’unicitá di quella prima cellula è ancora dentro di noi, ed ancora in collaborazione con i fluidi del corpo, proprio come allora, fa di ogni singolo momento un momento di nuova creazione; le cellule si rinnovano, si riproducono, e facendo ciò ci mantengono in vita, parte semplice e discreta di un’interrotta catena cellulare fluida che dura da millioni e millioni di anni.
Incorporiamo allora anche questa consapevolezza ancestrale di appartenza alla vita cellulare fin dal primo apparire sulla crosta terrestre o nelle acque dei mari. Certezza che ci partecipa di una fantasmagorica spirale di avvenimenti e di trasformazioni, di cui noi siamo un risultato, una forma, tra tante.

E persino alla fine di questa forma, quando il corpo cellulare smettera di respirare e noi moriremo, una trasformazione di energia cambierá il nostro campo di percezione. Come l’onda che nasce e muore dall’acqua del mare, cosí il nostro corpo ritornerá a far parte di quell’enorme riserva di energia che non si può creare e non si puó distruggere, ma che é continuamente in metamorfosi.
Prendiamo allora un terzo respiro, e arrendiamoci all’evidenza che onda ed oceano sono si differenti ma non sono separate entitá, e proprio come i fluidi, sono espressione multipla di un solo scorrere, fluire; e vediamo se noi onde, dinamiche, forme ben definite, possiamo raggiungere quel posto di quiete dinamica, di vuoto di noi stessi e di totale pace dove questo libero fluire e scorrere sembra fermarsi e creare nuovi spazialità, giù nel profondo dell’oceano, all’interno di ogni nostra cellula.

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