Il cranio umano in età prenatale

Dal capitolo II un’altra interessante ricerca dei rapporti tra sviluppo del cranio e sviluppo cerebrale

I. Kjær – J.W. Keeling – B. Fischer Hansen – Edizione italiana a cura di Virgilio F. Ferrario

Incentrato sulla relazione reciproca tra sviluppo osseo del cranio e sviluppo di cervello, colonna vertebrale e nervi periferici, il libro presenta, per la prima volta in una trattazione sull’argomento, le iniziali relazioni di sviluppo neuro-osteologiche nel cranio, con l’obiettivo di dimostrare come le ossa craniche si sviluppino in rapporto al sistema nervoso centrale e periferico e come le anomalie di formazione ossea possano servire per chiarire le anomalie dello sviluppo cranico.
Il cranio umano in età prenatale
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Articolato in due parti (la prima, in forma di atlante, sullo sviluppo normale del cranio in relazione al sistema nervoso centrale, la seconda dedicata allo sviluppo patologico del cranio), il volume si propone come testo di riferimento per gli studenti di Medicina e di Odontoiatria e come opera di consultazione rivolta a neurologi, ecografisti, ginecologi, anatomo-patologi e ortodontisti.
Offre utili spunti professionali anche ai medici legali.
Volume 17 x 24 cartonato
Pagine 176, riccamente illustrato
ISBN 88-7051-264-9

Riportiamo da questo interessante testo le pagine che descrivono l’ossificazione dei corpi vertebrali, come potrete vedere le forze che organizzano la crescita procedono in direzione sacro-cranio…

  1. Sequenze di ossificazione del cranio
  2. Mandibola
  3. Mascella
  4. Osso palatino
  5. Vomere
  6. Parte inferiore dell’osso frontale
  7. Osso nasale
  8. Osso zigomatico
  9. Lamina mediale del processo pterigoideo
  10. Parte squamosa del temporale
  11. Tuberosità dell’osso frontale
  12. Squama dell’occipitale
  13. Osso parietale
  14. Grande ala dello sfenoide
  15. Parte basilare dell’occipitale
  16. Condilo occipitale
  17. Parti anteriore e posteriore della base dello sfenoide
  18. Dente incisivo deciduo centrale superiore
  19. Anello timpanico
  20. Parte petrosa del temporale

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Il cervello si sviluppa dall’estremità craniale del tubo neurale. Nel corso dello sviluppo, oltre alla morfodifferenziazione dell’estremità craniale, si hanno anche varie introflessioni del tubo neurale. Nella figura Il. i sono mostrati i cambiamenti di morfologia osservati. Come conseguenza di questa morfodifferenziazione l’area cerebrale del tubo neurale può essere classificata (anteroposteriormente) nelle seguenti strutture: proencefalo, mesencefalo e romboencefalo. Gli emisferi protrudono dalla parte più anteriore del proencefalo, che quindi si differenzia formando il telencefalo e la lamina terminale tra i due emisferi. Questi si accrescono non solo verso l’esterno ma anche posteriormente, coprendo gradualmente il mesencefalo e il metencefalo, che fa parte del romboen
Figura 1 - Tre disegni (a diverso ingrandimento) del cervello umano  in fase di sviluppo nei seguenti stadi: 35 giorni, 50 giorni e 16  settimane. Gli schemi mostrano la formazione delle pieghe del tubo  neurale. Al 35° giorno la comparsa della flessura più anteriore  (flessura cefalica) e di quella piti posteriore (flessura cervicale)  ricorda la "porta di un campo di calcio". Al 50° giorno  "i pali della porta "si piegano l'uno verso l'altro in seguito  alla comparsa della flessura pontina a livello della "traversa  della porta". Le varie parti del cervello, comprese le protrusioni  degli emisferi e la formazione del cervelletto, si accrescono in modo  differenziato.
Figura 1 – Tre disegni (a diverso ingrandimento) del cervello umano in fase di sviluppo nei seguenti stadi: 35 giorni, 50 giorni e 16 settimane. Gli schemi mostrano la formazione delle pieghe del tubo neurale. Al 35° giorno la comparsa della flessura più anteriore (flessura cefalica) e di quella piti posteriore (flessura cervicale) ricorda la “porta di un campo di calcio”. Al 50° giorno “i pali della porta “si piegano l’uno verso l’altro in seguito alla comparsa della flessura pontina a livello della “traversa della porta”. Le varie parti del cervello, comprese le protrusioni degli emisferi e la formazione del cervelletto, si accrescono in modo differenziato.
La parte posteriore del proencefalo, chiamata diencefalo, rappresenta la parte in cui sono localizzati nuclei cerebrali fondamentali come il talamo e l’ipotalamo. Il mesencefalo è la regione in cui è localizzato l’acquedotto. Il romboencefalo è diviso in una parte anteriore (il metencefalo) e in una parte posteriore (il mielencefalo). Il cervelletto origina in forma di rigonfiamento dal metencefalo.

Gli organi di senso sono connessi al cervello attraverso le seguenti formazioni: gli impulsi olfattivi dal bulbo olfattivo si proiettano alla regione di confine tra telencefalo e diencefalo, all’interno del diencefalo, e da qui sono trasmessi alla corteccia cerebrale; gli impulsi visivi si portano dalla retina, attraverso il nervo ottico, al diencefalo e da qui alla corteccia cerebrale; gli impulsi uditivi vengono riportati nel metencefalo e da qui sono trasmessi alla corteccia cerebrale.
Di seguito sono descritte le tre flessure della notocorda che si formano durante lo sviluppo.
La flessura più anteriore è la flessura cefalica, un incurvamento perpendicolare del tubo neurale che origina dall’area di confine tra mesencefalo e romboencefalo.
Subito dopo si ha la comparsa della flessura cervicale, disposta tra il romboencefalo e il midollo spinale.
Dopo queste due flessure che rendono la parte cerebrale del tubo neurale simile a qualcosa che ricorda la “porta di un campo di calcio”, la “traversa” che poggia sui pali di questa porta, la parte romboencefalica, si incurva formando la flessura pontina, con i due “pali della porta” che si piegano così l’uno verso l’altro. Tutti questi cambiamenti si verificano simultaneaemente attraverso la crescita differenziata dei vari segmenti del cervello. Sia le flessure sia la crescita differenziata del cervello, compresa la protrusione degli emisferi, hanno luogo prima che inizi l’ossificazione del neurocranio.

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Il cranio umano in età prenatale

Nei precedenti capitoli è stata descritta la sequenza con cui si ossificano le ossa del cranio. Ë nostra intenzione mostrare ora come, considerando l’ossificazione del neurocranio separatamente, la sequenza di sviluppo del cervello sia coordinata con la sequenza di sviluppo del cranio. Nella figura 11.2 sono mostrate sull’asse mediano le tappe di questa relazione.
Figura 2 - Tre disegni (a diverso ingrandimento) indicanti le  relazioni tra sviluppo del tronco encefalico e sviluppo della base  cranica nei seguenti stadi: a, 50 giorni; b, 13 settimane; c, 17  settimane. I segmenti del tronco encefalico riprodotti in tutti e tre i  disegni sono i seguenti: proencefalo (la parte anteriore, denominata  telencefalo, è colorata in giallo; la parte posteriore, chiamata  diencefalo, è colorata in blu); mesencefalo (in rosso); romboencefalo,  costituito dal metencefalo e dal mielencefalo (verde).
Figura 2 – Tre disegni (a diverso ingrandimento) indicanti le relazioni tra sviluppo del tronco encefalico e sviluppo della base cranica nei seguenti stadi: a, 50 giorni; b, 13 settimane; c, 17 settimane. I segmenti del tronco encefalico riprodotti in tutti e tre i disegni sono i seguenti: proencefalo (la parte anteriore, denominata telencefalo, è colorata in giallo; la parte posteriore, chiamata diencefalo, è colorata in blu); mesencefalo (in rosso); romboencefalo, costituito dal metencefalo e dal mielencefalo (verde).

In linea generale, l’ossificazione della teca, cioè la protezione degli emisferi, ha inizio prima dell’ossificazione della base cranica. La squama dell’occipitale, che protegge il cervelletto, e la parte inferiore dell’osso frontale, che protegge gli emisferi anteriormente, si ossificano per prime. Poco dopo comincia l’ossificazione nelle regioni della tuberosità, derivandone il sostegno laterale alla crescita degli emisferi. La superficie inferiore del cervello che poggia sulla base cranica protetta da uno strato concavo di cartilagine che riproduce l’impronta esatta della superficie inferiore del cervello. Dopo l’ossificazione della squama dell’occipitale, che protegge il cervelletto, la prima parte della base cranica che va incontro a ossificazione è quella che sostiene il ponte, cioè la parte basilare dell’osso occipitale. A questo punto l’ossificazione ha luogo lateralmente per sostenere i lobi temporali degli emisferi e il sostegno osseo fa la sua comparsa in maniera graduale, prima che l’ipofisi si localizzi nella parte posteriore del corpo dello sfenoide. Successivamente si ha l’ossificazione della fossa cranica anteriore, prima della comparsa del bulbo
olfattivo, e della squama orbitaria dell’osso frontale, che separa le cavità orbitarie dagli emisferi. In uno stadio tardivo di sviluppo si ossifica la parte mastoidea del temporale, in cui sono localizzati l’orecchio interno e quello medio. Ne consegue un aspetto caratteristico dell’ossificazione, che racchiude le regioni degli organi di senso – gli occhi (il pavimento delle orbite), l’orecchio interno e il pavimento delle cavità nasali – in una fase relativamente tardiva della vita fetale.
Se si considerano le dimensioni della base cranica, appare sorprendente come la sella turcica sia molto ampia rispetto alla lunghezza complessiva e all’ampiezza della base cranica. Pertanto, differenziazioni considerevoli di crescita si verificano non solo nella base cranica ma anche nel cervello. Sirileva apparentemente una corrispondenza tra le sedi di proliferazione ossea (zone di accrescimento) le aree di proliferazione del tessuto nervoso. Lo schema di crescita anter-oposteriore degli emisferi è descritto in termini di apertura a ventaglio e le zone di accrescimento osseo come aree nastriformi localizzate nelle suture e nelle fontanelle. La crescita cerebrale a livello della superficie inferiore è di difficile osservazione; appare comunque evidente la stabile localizzazione dell’ipofisi nella sella turcica. È probabile che non si modifichino le dimensioni anteroposteriori della regione della base cranica nel piano frontale comprendente la sella turcica, anche perché non ci sono sincondrosi in questa regione. Anche le misurazioni cefalometriche prenatali relative alle lunghezze tra fossa mandibolare (condilo mandibolare) e anello timpanico, così come quelle relative alle strutture localizzate in questo blocco di tessuto trasversale mediano, mostrano valori costanti nella prima parte della vita fetale. Laumento di lunghezza della base cranica è di entità pari a quello del cervello anteriormente e posteriormente alla sella turcica.
Nella zona di confine tra encefalo e colonna vertebrale l’ossificazione porta gradualmente alla formazione del grande foro occipitale. Essa avviene inizialmente sul margine posteriore del foro, quindi lateralmente (parte laterale dell’osso occipitale) e infine anteriormente. Tra questi elementi ossei si formano sincondrosi, che rendono possibile l’aumento del diametro della colonna in età prenatale.
Si tratta delle sincondrosi intraoccpitali anteriore e posteriore che si chiudono dopo la nascita.
Ricapitolando l’aspetto più caratteristico delle modalità di ossificazione differenziale del cranio è la capacità di riflettere le modalità di crescita del sistema nervoso centrale.