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Il piano innato dell’essere – parte prima

tratto dal libro di Michael Shea, “Terapia Craniosacrale Biodinamica” 

NOTA: Il titolo originale del capitolo 16  è “The Inherent Plan of Being” e abbiamo tradotto Inherent, che vuol anche dire inerente, intrinseco, con innato per dare un maggior senso di appartenenza incarnata nella biologia del “piano dell’essere” (n.d.e.), Nelle varie traduzioni si alterneranno Intrinseco e Inerente e Innato.

Il Respiro Vitale è la scintilla della creazione. Non si muove, ma causa il movimento. È atemporale, ma è sempre presente all’inizio dell’inspirazione Primaria. Sutherland l’ha paragonato non solo ad una scintilla ma anche ad una lama di luce, come l’improvviso lampo di luce di un faro, o alla luce in generale. Non ha direzione, ma dà una direzione all’evoluzione della vita. È il fattore di comunicazione nell’impulso creativo dell’incarnazione, che parte dal potenziale della quiete. Imprime il piano innato dell’essere nei fluidi dell’embrione. Poi genera la totalità della Respirazione Primaria che accende la forma del corpo e le funzioni dei nostri sensi, dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri in relazione con il piano innato dell’essere. Anche nel trauma più severo è possibile percepire il piano innato dell’essere. Il piano innato dell’essere significa compassione e moralità. Per compassione intendo il desiderio di vedere tutti gli esseri liberi da ogni genere di sofferenza. Per moralità, intendo lo sviluppo morale come linea evolutiva fondamentale degli esseri umani che culmina in un atteggiamento altruistico di preoccupazione e amore per tutti gli esseri senzienti, col profondo desiderio che tutti siano felici e conoscano la fonte della felicità. Insieme con questa compassione, si può riconoscere il piano innato dell’essere nel cliente grazie alle qualità di chiarezza, apertura e calore umano (Wegela, 1988), oltre che desiderio, semplicità e coraggio (Podvoll, 1983).

CHIAREZZA. 

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Il primo effetto del piano innato dell’essere è la chiarezza. La chiarezza si riflette direttamente nella trama, nella natura essenziale dell’esperienza di vita. La trama dell’esperienza appare vivida e piena. C’è più luce nell’esistenza. Siamo abituati a valutare le sensazioni come positive o negative. Il sistema limbico del cervello assegna un valore agli stati emotivi. Questo attribuire un valore a sensazioni, pensieri, immagini ed emozioni, è spesso condizionato dagli effetti di shock e trauma trattenuti nel corpo. Attraverso quell’acqua torbida, l’operatore riesce a cogliere barlumi della luce che mai si spegne anche nel più malridotto dei clienti. Un cliente così ha sempre momenti di notevole intuizione sulla vita e sul suo dilemma. Quella luce è presente fin dal primo istante del concepimento e dipende dalla Respirazione Primaria. Chiarezza è anche il modo in cui una persona percepisce l’attività della propria mente. La mente contiene numerosi pensieri. Quali che siano, sono solo pensieri. Tutti i pensieri hanno lo stesso valore – che è uguale a zero. Siano pensieri tristi o lieti, la struttura sottostante è sempre la stessa. Non vengono da nessuna parte, non dimorano in nessun luogo, non vanno da nessuna parte. La chiarezza è il modo più semplice di comprendere che le cose sono come sono, senza aggiungere niente, come sentimenti o emozioni, alla nostra esperienza. La chiarezza consiste nel riconoscere la qualità o il carattere essenziale del momento presente. In questo senso è molto concreta ed essenziale. È la capacità immediata di cogliere l’intero come maggiore della somma delle sue parti. Il piano innato dell’essere non aspira al cambiamento. È il cambiamento. È l’atto di creazione che si ripete in ogni momento della nostra vita, mentre diventiamo ciò che siamo come esseri umani completi. Se l’operatore presta ascolto al piano innato dell’essere, questo si rivelerà nell’atteggiamento del cliente nel processo di guarigione. Noi ascoltiamo attentamente il modo in cui i clienti raccontano la loro esperienza tra una sessione e l’altra, cercando il senso globale. Scoprendo le nostre proiezioni sui clienti e il nostro desiderio che cambino, forse possiamo ascoltare la storia dei clienti ed essere testimoni della loro luce e della loro ombra. Anche quando sono molto stressato o sto male, posso gettare uno sguardo fugace o intuire il mio dilemma. Queste fugaci intuizioni avvengono continuamente, ma si perdono nella struttura frenetica della mente, con tutta la sua velocità e la sua inerzia. Lo stesso accade al cliente che cerca la terapia craniosacrale biodinamica. Con la percezione degli effetti del piano innato dell’essere il cliente apre una finestra da cui vedere con maggior chiarezza. La Respirazione Primaria è come accendere una luce improvvisa sul lato oscuro dei problemi del cliente e questo illumina il suo piano innato dell’essere. Il cliente dovrà scoprirlo con i suoi tempi, non può essere l’operatore a mostrarglielo. Si può condurre un cliente fino all’acqua, ma non si può costringerlo a bere dal pozzo della vita.

APERTURA

opennessIl secondo effetto del piano innato dell’essere è l’apertura. È la capacità di adattarsi ad ogni esperienza di vita momento per momento, giorno per giorno, e vivere le emozioni senza identificarsi con le emozioni. Un eccesso di identificazione con i pensieri, i sentimenti, le emozioni, sacrifica la spaziosità e produce claustrofobia, e questo causa l’accelerazione di una mente irrequieta e confusa. L’apertura è l’antidoto, e crea spaziosità. Significa che qualsiasi cosa si presenti alla mia mente posso vederlo e percepirlo per quello che è. È la capacità di entrare in rapporto con la vita così com’è. Niente viene respinto. Si tratta di accettare piuttosto che rifiutare. L’apertura ci permette di essere testimoni dell’esperienza, invece di restarci invischiati. Il testimone imparziale cresce dentro di noi come un osservatore distaccato o saggio. Questo saggio mantiene un punto di vista neutrale, una giusta distanza dal movimento della mente e del corpo. La reazione al dolore è la stessa della reazione alla gioia – spaziosa, come un vecchio cane sdraiato al sole sulla veranda nella calura estiva ad osservare il mondo. È un adulto maturo che sa osservare l’ondeggiare della mente senza lasciarsi trascinare dalle sue ossessioni. Se so accostarmi ai miei fallimenti con lo stesso atteggiamento con cui accolgo i miei successi, allora posso mantenere equilibrio e imparzialità. C’è un modo di dire buddista a proposito di una mente irrequieta: “Non far entrare il maiale in casa.” Se lo fai, poi è difficile cacciarlo via. Il maiale rappresenta i pensieri. Sapendo quali pensieri sono penosi, si ha maggiore possibilità di sapere quando chiudere la porta al maiale. Chiarezza e apertura sono entrambe disponibili anche nel cliente che ha subito un trauma. Il terapista ha la possibilità di entrare in risonanza con queste qualità e di rafforzarle. Lo fa grazie al semplice contatto con la quiete e il silenzio nel proprio corpo e nella mente. Il semplice contatto nasce dalla quiete e dal silenzio. Il terapista presenta la quiete e il silenzio con il proprio stato mentale e fisico. Il semplice fatto che il cliente abbia preso questo appuntamento dimostra che è aperto e disponibile al piano innato dell’essere.

CALORE UMANO

helpinghandIl terzo effetto del piano innato dell’essere è il calore umano. Il calore è un elemento della compassione. Il calore umano è auto-diretto. Per sviluppare la compassione, l’operatore comincia a generare calore e accettazione verso le proprie manchevolezze e quelle altrui. Il compito è quello di accogliere amichevolmente qualsiasi cosa la vita ci presenti. È estremamente importante sviluppare simpatia verso la propria esperienza personale. Questo non va confuso col piagnucolare e il lamentarsi. Lentamente, facendo amicizia con la nostra vita interiore, portiamo calore alla nostra depressione, all’ansia, all’ira, alla rabbia, all’odio e alle radici della nostra anima. Quando cominciamo a sperimentare questo calore con noi stessi, questo ci aiuta a entrare in relazione con il tremendo dolore e la confusione che è comune a tutti gli uomini. La nostra propria sofferenza ha una possibilità di sciogliersi grazie all’ accettazione di sé. Invece di rimuovere il dolore del cliente, o il proprio dolore, gli operatori imparano a restare sul limite dell’esperienza. I limiti si trovano nel respiro, nei pensieri, nei comportamenti e nella disciplina del corpo ecc. Fare spazio per la paura significa in effetti non aver paura. Tale mancanza di paura non è tanto assenza di paura quanto un atteggiamento non aggressivo. Noi smettiamo di combattere noi stessi. Ciò richiede che il terapista sacrifichi parte della propria vulnerabilità e dell’orgoglio (ego). Il sacrificio consiste nella volontà di scrutare attraverso la nostra paura e rabbia invece di tentare di soffocarle. Senza questo sacrificio, diceva uno dei miei insegnanti, il tentativo di aiutare gli altri sarebbe solo stupida compassione. Ogni volta che il cliente ritorna, l’operatore deve cercare di cogliere nel cliente i segni del calore verso se stesso. Il lavoro biodinamico non consiste nell’alleviare i sintomi del cliente – questo è solo un buon effetto collaterale del trattamento; il compito è piuttosto quello di sentire quando il cliente comincia a manifestare una diversa percezione del suo problema, una diversa prospettiva. Questo cambiamento di prospettiva comincia con un senso di calore verso se stesso anziché di rassegnazione.

…continua “desiderio”, “semplicità” e “coraggio”

 

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 tratto dal libro di Michael Shea, “Terapia Craniosacrale Biodinamica”

 

 

 

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