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Il piccolo terapista

tratto dal libro di Michael Shea, terapia craniosacrale biodinamica

Ho capito perché ho lavorato per anni con i bambini. Per tutto questo tempo loro mi hanno avuto in terapia! Che cosa c’è nei bambini che li rende terapisti perfetti? Io credo che sia la loro squisita attenzione al benessere di chi li accudisce, e la loro capacità di empatia e compassione che adesso è ben conosciuta. I bambini hanno una complessa abilità neurologica, grazie al loro emisfero destro, di metabolizzare le emozioni forti delle persone che si prendono cura di loro (e viceversa). Questa qualità, tra molte altre, rende i bambini dei terapisti molto speciali. I bambini devono preoccuparsi del benessere di chi li circonda più che del proprio benessere. Questa è la regola naturale dell’Homo sapiens. I bambini – ma tutte le persone, quanto a questo, – hanno un continuo scambio con gli altri attraverso un sofisticato collegamento “da emisfero destro a emisfero destro”, un collegamento prevalentemente non verbale. Il neonato ha la capacità di metabolizzare gli stati emotivi di chi si cura di lui, come strategia di sopravvivenza, attraverso il contatto oculare, il contatto epidermico, il tono della voce, i movimenti del corpo e i gesti. Naturalmente, quando questa capacità viene messa a dura prova da chi lo cura, possono derivarne dei problemi nel corso della vita, in particolare una diminuita capacità di auto-regolazione, sia da solo, sia con gli altri. La conseguenza possono essere quelle relazioni disastrose in cui alcune persone si trovano coinvolte da adulti. Il rapporto con la madre, o con chi si cura del bambino, risponde ad una comune necessità che nasce dall’ umanità fondamentale di ciascuno. Empatia, amore, e compassione sono connaturate nel nostro cervello, ma hanno bisogno nell’infanzia di un’ educazione all’amore, e di un ambiente compatibile con la compassione, per svilupparsi adeguatamente e durare per la vita. La varietà di segnali preverbali che si scambiano un bimbo e la persona che se ne prende cura fanno sì che le reti neurali dell’emisfero destro creino un’immagine e un modello dell’altra persona nella sua totalità. Pensate che ciascuno di noi, specialmente i bambini, ha la capacità di creare in qualsiasi momento dentro di sé un altro essere umano, compreso tutto ciò che la persona sente e prova. Questo comporta una sintonia cardiovascolare e respiratoria e una risonanza a livello neurologico. Semplicemente guardando una persona, possiamo conoscerne l’anima o l’essenza. Le persone che ci circondano ci lasciano dentro un’impronta sotto forma di rete neurale. Questa abilità diventa completa quando si assumono anche le emozioni, il dolore, la struttura fisica e la fisiologia di un’altra persona. É davvero impressionante. Inoltre, un compito della relazione con la madre, o con la persona che si occupa del bambino, è arrivare a far sentire all’altro ciò che ciascuno sente individualmente. È una forma primaria di comunicazione senza parole, perché questa capacità innata è iniziata prima che imparassimo a parlare. Naturalmente, questa è l’essenza del transfert e del controtransfert. Quante volte trovo i clienti insopportabili o adorabili senza sapere perché? Succede perché loro sono entrati in me ed io sono entrato in loro. In un certo senso i clienti vogliono che io senta dentro di me ciò che loro non sanno esprimere a parole. Allo stesso modo io voglio che i clienti sentano nei loro corpi ciò che io sto sentendo. Quindi parte della guarigione sta nel trovare le parole per esprimere i sentimenti, che è una funzione dell’emisfero sinistro. Dal momento che questa funzione di ricreare un’altra persona nel nostro emisfero destro si verifica automaticamente, è necessario portarla al livello di coscienza rallentando e rimanendo nel tempo presente, e fissando l’attenzione sul nostro corpo che respira. Medico, conosci te stesso, prima di tutto, poi cura te stesso! Questo fa sì che avvenga una differenziazione fra il mio corpo e la mia mente e il corpo e la mente del cliente. Allora può nascere un’anima e il mio bambino
può essere un bambino, e non un terapista suo malgrado. Bene, torniamo a Gabriele, adesso. La madre, il giorno dopo, mi ha riferito che Gabriele aveva avuto un grosso movimento intestinale poco dopo la nostra interazione del giorno prima. Forse questo è stato il dono che io gli ho fatto – un buon funzionamento dell’intestino. Questa è Baby Therapy al massimo livello.EMISFERI-SHEA