La promozione della salute nel percorso nascita

Relazione tenuta a Napoli al convegno del CENTRO STUDI W. REICH, NAPOLI: Le energie della vita, 16/17 aprile 1999

di Verena Schmid

tratto dal sito www.catpress.com/verenaschmid

La gravidanza,il parto, l’esogestazione non sono da considerarsi eventi statici, con un decorso a “curva predisposta”, bensì eventi ritmici, con un movimento individuale, regolato dai tempi biologici e dagli eventi relazionali.
La matrice di base di questo ritmo è il movimento tra espansione e contrazione, con una leggera prevalenza dell’espansione sulla contrazione. In sintesi, la salute è movimento e il risultato di una buona comunicazione cellulare, chimica e emozionale e quindi di una buona relazione tra i vari elementi componenti l’essere umano.

IL CONCETTO DI SALUTE GLOBALE IN GRAVIDANZA

La definizione della salute, in base a concetti che tratterò successivamente, è essenzialmente: movimento, reattività, ritmo alternante tra due polarità. Non è né il benessere, né il malessere a costituire la salute o la malattia, ma è l’alternanza fra stati di armonia e di crisi che costituisce la vita, la vitalità, la salute. E’ il dialogo, la comunicazione, la relazione.
La gravidanza,il parto, l’esogestazione quindi non sono da considerarsi eventi statici, con un decorso a “curva predisposta”, bensì eventi ritmici, con un movimento individuale, ma regolato dai tempi biologici e dagli eventi relazionali.

La matrice di base di questo ritmo è il movimento tra espansione e contrazione, con una leggera prevalenza dell’espansione sulla contrazione.
Il ritmo comportamentale è costituito dal movimento tra comportamento attivo e passivo – ricettivo, tra energia maschile e femminile, sempre con una leggera prevalenza dell’energia femminile su quella maschile.

Il ritmo emozionale è quello tra apertura interiore e autoconservazione, con una leggera prevalenza dell’apertura sull’autoconservazione.
Queste prevalenze sono necessarie alla donna per poter far crescere un bambino dentro di sé, partorirlo e allattarlo, ma ciò non significa che debba perdere l’altra polarità. La mantiene come aspetto della sua individualità, soggettività e decisionalità.
Dal punto di vista della fisiologia della salute oggi è chiaro a tutti che gli eventi della riproduzione si svolgono prevalentemente a livello del cervello arcaico, cioè del sistema limbico, del talamo e ipotalamo, dell’ipofisi e sono quindi involontari. In queste zone si coordinano le emozioni profonde, gli istinti vitali arcaici, le memorie profonde, la sessualità con le secrezioni endocrine e i neurotrasmettitori, andando a produrre le rispettive azioni fisiologiche nel corpo e nei vari organi.

Il cervello arcaico è la sorgente principale di quel linguaggio che favorisce la comunicazione nel corpo e tra i corpi e le emozioni di madre e bambino. Si può affermare che attraverso tali informatori la madre, a un livello profondo, è costantemente informata sullo stato di essere del suo bambino e il bambino è altrettanto informato sullo stato fisico e emozionale di sua madre. Già questa conoscenza deve indurci a porre una grande fiducia nei saperi della donna. Se poi si vuole allargare ulteriormente lo sguardo sull’ecosistema umano e sull’ambiente nel quale la donna vive, possiamo osservare dense relazioni tra ambiente e attività del cervello arcaico.

In sintesi si può affermare che la salute è il risultato di una buona comunicazione cellulare, chimica e emozionale e quindi di una buona relazione tra i vari elementi componenti l’essere umano. Ne emerge l’importanza del fattore comunicativo e relazionale, prova ne è il fatto che un bambino che nasce e rimane senza relazioni, si ammala e nei casi gravi muore. Un adulto fuori da una rete relazionale altrettanto si ammala.
La capacità relazionale, l’ascolto di sé, il ritmo comportamentale sono risorse per la salute in gravidanza.

Alcuni esempi: oggi sappiamo che una scarsa reazione deciduale nel primo trimestre può essere all’origine di molte gestosi e sindromi ipertensive del terzo trimestre, mentre un buon adattamento nel primo trimestre con una buona reazione deciduale è la base della salute nell’evoluzione della gravidanza. Il primissimo dialogo tra madre e bambino incide su questo processo.

Nel secondo trimestre si completa la placenta, vero organo della comunicazione tra madre e bambino, canale di scambio reciproco di informazioni (neurotrasmettitori, ormoni, messaggi biochimici), canale di nutrimento, di ossigenazione, di scambio emozionale, di trasmissione di codici genetici ecc.. Il buon funzionamento della placenta è garante della salute del bambino. La comunicazione interiore con la madre favorisce il flusso e lo scambio placentare. La madre che impara a stare in ascolto del suo corpo ha la possibilità di conoscere intuitivamente sempre lo stato di salute e i bisogni del suo bambino, così come il bambino conosce lo stato della madre.

Nel terzo trimestre i movimenti fetali di flessione – estensione e di rotazione della testa comunicano alla madre l’imminente nascita e la necessita di separarsi, dividersi in due.
Attraverso l’interpretazione funzionale dei movimenti del bambino è possibile comprenderne lo stato di salute, il temperamento e la sua futura partecipazione più o meno attiva al parto.
L’alternarsi dei ritmi comportamentali si accelera e si intensifica gradualmente. Il ritmo attivo-passivo, “ossitocico – progestinico” cambia ogni qualche giorno e mette la madre all’erta rispetto alla nascita.

La nascita approfondisce la capacità di reazione della donna come anche la sua capacità all’abbandono e la sua sessualità.
Il processo biologico del partorire è determinato dal grado di armonia e comunicazione esistente tra madre e bambino che incide sui fattori meccanici, dinamici e plastici e dall’energia sessuale della donna.
La potenza sessuale del partorire può essere formulato, seguendo la definizione della potenza orgastica di W. Reich: La potenza del partorire è la capacità di scorrere senza inibizioni con il flusso dell’energia biologica e di scaricare la tensione attraverso contrazioni involontarie del corpo (periodo espulsivo spontaneo).
Al momento della nascita del bambino la donna si trova in uno stato emozionale completamente aperto, e in uno stato ormonale eccezionale, unico e irripetibile, finalizzato alla gratificazione e all’accettazione del bambino.

I PILASTRI DELLA SALUTE IN GRAVIDANZA

I pilastri della salute in gravidanza sono fondamentalmente tre:
– Una buona comunicazione e dinamica del sistema endocrino,
– una buona comunicazione dinamica del sistema neurovegetativo,
– una buona comunicazione e dinamica tra madre e bambino (bonding prenatale)
La prevenzione e la promozione si orienta su questi tre pilastri.
L’armonia del sistema endocrino può essere favorito, permettendo alla donna di esprimere e vivere il suo mondo emozionale e di scaricare delle eventuali tensioni attraverso il lavoro sul corpo e lo scambio nei gruppi di simili.

L’armonia del sistema neurovegetativo può essere favorito combattendo tutte le forme di stress e stimolando l’attività del parasimpatico attraverso rilassamenti, la respirazione profonda, il canto e tutto quello che porta all’apertura. Se si può favorire l’espansione si favorisce la crescita del bambino in utero. E’ l’unico strumento che abbiamo, la medicina ostetrica non ne possiede altri, quando un bambino cresce poco.

Tra i fattori di stress si possono distinguere due origini fondamentali:
– fattori di stress ambientale esterno (partner, famiglia, lavoro, istituzione sanitaria, ambiente naturale, inquinamento)
– fattori di stress ambientale interiore (fattori della storia personale, traumi, condizionamenti sociali, culturali e personali)
Lo stress appartiene al movimento di contrazione. Se è in dinamica alternante con fasi di calma, è vitalizzante e produttivo, se è statico porta alla malattia.
La soglia individuale tra stress e distress si definisce nella vita pre- e perinatale.
Un’ostetrica competente, a mio avviso, deve imparare a leggere nel corpo, nel comportamento e nelle espressioni emozionali i segni di come funzionano questi tre sistemi, i segni di salute e i segni di disarmonia. L’osservazione ormonale, l’osservazione neurovegetativa del simpatico e del parasimpatico, l’osservazione della qualità del contatto interiore fra madre e bambino sono le nuove competenze dell’ostetrica, specialista della salute. Può acquisire inoltre degli strumenti d’intervento che possono aiutare a ristabilire l’armonia dinamica, strumenti relazionali o di intervento dolce come alcuni massaggi, un certo modo di condurre i gruppi o altro.

LE RISORSE ENDOGENE

I concetti di salute esposti portano a una rivoluzione nel rapporto tra donna/famiglia in attesa e gli operatori: Quello che possiede il sapere non è più l’operatore, ma la donna, attraverso le sue competenze endogene. La donna sa, la sua situazione individuale, l’operatore non sa e deve chiedere, ascoltare. Oppure la donna sa, conosce gli aspetti personali, individuali, le variabili, l’operatore sa, conosce le costanti.
Solo una relazione simmetrica tra i due, una relazione che pone la donna al centro e l’operatore in una posizione di ascolto può produrre salute.

Questo è confermato anche da numerose ricerche scientifiche dell’epidemiologia ostetrica:
Vengono ridotti l’incidenza dei tagli cesarei, la somministrazione di farmaci in travaglio, gli interventi operativi in travaglio e c’è un outcome fetale migliore quando:
– la donna è coinvolta attivamente nelle scelte e nelle decisioni che riguardano le modalità e gli interventi del suo parto;
– la donna si ricovera solo in travaglio attivo,
– la donna è accompagnata e sostenuta da una persona a lei familiare e affettivamente vicina,
– la donna è sostenuta da una professionista di fiducia;
– la donna può usufruire della continuità di assistenza dall’inizio della gravidanza fino alla fine dell’esogestazione offerta da un’ostetrica o un piccolo team di ostetriche
– la donna è in un ambiente intimo e libera nei comportamenti,
– la donna sana partorisce nel luogo più periferico possibile.

L’intervento dell’operatore, o l’arte ostetrica ha bisogno principalmente di strumenti di comunicazione e si rivolge alla donna con l’intenzione di attivarne le personali risorse endogene che sono le seguenti:
– la capacità o la possibilità di adattare il proprio comportamento e i ritmi di vita ai nuovi bisogni segnalati dalla gravidanza seguendone l’alternanza,
– movimento e flessibilità sia corporea che mentale
– la volontà di stare il più possibile in situazioni piacevoli e gratificanti (parasimpatico)
– la condivisione dell’esperienza con persone nella stessa situazione o con persone che hanno avuto esperienze positive, (apertura)
– la scelta delle persone di supporto in base alla positività e creatività delle loro esperienze di maternità, evitare di essere sole, (sostegno e decisionalità)
– l’ascolto interiore del bambino nascituro e l’alleanza con lui
– un comportamento relazionale attivo nei confronti del bambino in utero e in esogestazione,
– l’ascolto di sé, dando priorità ai propri bisogni e al proprio benessere, che è anche quello del bambino,
– fluidità e apertura
– consapevolezza e sapere.

La conoscenza e l’uso attivo di questi strumenti da parte della donna durante la gravidanza porta al suo empowerment, la mette in grado di collocarsi al centro e di favorire e conservare la sua salute.

IL PRINCIPIO DELLA LOTTA

Quello che succede al bambino durante la vita prenatale e la nascita è fondamentale per la sua salute futura. Viene formata la matrice di base della salute per una vita intera. Anche il bambino in utero ha delle competenze endogene che occorre conoscere, rispettare e favorire. Eccone alcune:
– Le qualità motorie: il bambino si spinge attivamente verso il mondo
– Le qualità sensoriali: il bambino percepisce fin dalle prime settimane della gravidanza attraverso i sensi, i sensi sono la via di apprendimento e di esperienza prioritaria e gli permettono l’orientamento
– Le capacità endocrine: durante il parto è fortemente protetto dall’adrenalina fetale grazie alla quale promuove anche l’attaccamento in prima persona
– Le capacità neurovegetative: il suo comportamento è espressione dell’integrazione neurovegetativa
– Le qualità del temperamento: sono riconoscibili fin dall’inizio della gravidanza e preparano la dinamica relazionale fra bambino e genitori
– Le qualità emozionali: ogni bambino stimola nella madre e nel padre aspetti emozionali specifici in base alla sua costituzione emozionale
Le competnze del neonato invece sono le seguenti:
– il pianto (segnale che attiva la relazione, richiesta)
– gli stati comportamentali:
sonno profondo
sonno attivo
stato di transizione sonno – veglia
veglia quieta
veglia attiva
-il riflesso di rotazione (ricerca del seno)
– il riflesso di suzione, la capacità di alimentarsi
– la capacità di orientarsi con l’uso dei sensi
– la capacità di fermarsi, attenzione e relazione
– la capacità di indurre tenerezza e atteggiamenti di accudimento negli adulti attraverso lo sguardo intenso, i movimenti del corpo, l’odore
– la capacità di imitare il volto umano.

Queste competenze mettono in grado il bambino di emettere dei segnali forti rispetto ai suoi bisogni. Se ottiene risposta ai suoi segnali, se si instaura un dialogo tra lui e chi lo cura, impara che vale la pena mandare dei segnali, lottare ed entrerà nel ritmo di alternanza tra richiesta e soddisfacimento, allenando la sua capacità reattiva.. Se i suoi segnali vanno a vuoto e non vengono raccolti dopo un tempo più o meno lungo il bambino si rassegna e non lotta più. Diventa “tranquillo e buono”, un bambino facile che non chiede. Ma il suo ritmo diventa statico e il suo sistema endocrino comincia a produrre del cortisolo, l’ormone della sottomissione, immunodeprimente e comincerà ad ammalarsi più spesso.
Riconoscere al bambino il rispetto dei suoi bisogni al momento della nascita e durante l’allattamento, accoglierlo come una persona con tutti i diritti e bisogni di una persona, favorire la sua capacità di lotta, o reattività sono obiettivi importanti nella promozione della salute.

IL SISTEMA DI ADATTAMENTO PRIMALE

Michel Odent, già negli anni 70, ha descritto il “sistema di adattamento primale”, da lui così chiamato, che compone la matrice di base del nostro sistema di salute. Si forma nei primi diciotto mesi di vita, compresi i nove mesi intrauterini e si completa e stabilizza definitivamente verso la fine del primo anno di vita. Il grado dii equilibrio raggiunto alla fine dell’esogestazione rimane tale per tutta la vita e forma il “programma di base” della salute. Oggi si parla anche di Neuroimmnoendocrinologia o psiconeuroendocrinologia ecc.

I concetti fondamentali sono due:
Il primo è quello di non guardare più il corpo con lo sguardo segmentato dello specialista ma con uno sguardo ecologico: cioè di riconoscere l’interdipendenza del funzionamento di gruppi di sistemi all’interno del corpo che oltre alla propria funzione specifica ne hanno un altra nel lavoro coordinato con altri sistemi.

Nel caso del sistema di adattamento primale si tratta di un ecosistema composto dal sistema immunologico, neurovegetativo e endocrinologico. Ognuno di questi sistemi può parzialmente svolgere anche alcune funzioni degli altri e tutti sono collegati attraverso complessi feedback. Si sa per esempio che le endorfine stimolano il funzionamento del sistema immunitario, in particolare dei linfociti T, mentre le catecolamine lo inibiscono. Le terminazioni nervose a loro volta possono produrre dei linfociti e possiedono recettori per alcuni ormoni.

Un sistema di adattamento primale funzionante e in armonia rappresenta la forza reattiva del bambino, futuro adulto. Lo stress in tutte le fasi del percorso nascita, un parto operativo, la mancanza dell’allattamento materno, farmaci, vaccini e uno svezzamento troppo precoce ne compromettono alcune o tutte le funzioni e pregiudicano la futura salute per tutta la vita.
Da qui ancora una grande responsabilità verso il non nato e il bambino piccolo di proteggerlo da inquinamenti e interferenze e di favorire la naturalità della sua nascita e crescita.

L’OMEOSTASI NEL PERCORSO NASCITA

ELEMENTI FAVORENTI ELEMENTI NOCIVI
Gravidanza ritmica Gravidanza statica
Bonding prenatale Interferenze esterne nella relazione madre-bambino, diagnosi prenatale
Lavoro corporeo come esperienza di sé Isolamento sociale
Gruppi attivi Gruppi passivi
Sostegno professionale e familiare Solitudine affettiva e mancanza di accompagnamento professionale
Demedicalizzazione Medicalizzazione
Parto spontaneo, attivo Parto operativo, passivo
Bonding immediato nel periodo sensitivo Separazione immediata tra madre e bambino
Continua presenza del bambino Nursery parziale o totale
Interazione libera tra madre e bambino Regole comportamentali
Rispetto e fiducia verso la madre Sfiducia e “infantilizzazione” della donna
Molto contatto fisico tra madre e neonato Scarso contatto fisico
Conoscenza delle competenze del neonato e della fisiologia dell’allattamento Pregiudizi e consigli disomogenei, non fondati sulle conoscenze scientifiche
Sostegno e condivisione da marito e famigliari, ostetrica per l’allattamento al seno Interferenze e condizionamenti negativi rispetto all’allattamento
Libertà incondizionata nelle scelte educative Pregiudizi sulle “giuste” abitudini da dare ai bambini
Ambiente tranquillo, sereno Ambiente con tensioni, stress
Pediatra che riconosce l’importanza della relazione madre-bambino per la salute del bambino e sostiene la madre e la libertà nell’allattamento Pediatra che colpevolizza la madre e la vede come antagonista del bambino, che da regole rigide per l’allattamento e il comportamento materno campioni di latte artificiale con prescrizioni di orari e quantità
Aiuto domestico nel primo trimestre Sovraccarico e solitudine nel primo trimestre
Gruppi di sostegno dopo parto Esclusione dalla vita sociale
Allattamento prolungato oltre i sei mesi Allattamento artificiale o svezzamento prima dei sei mesi
Terapie conservative in caso delle malattie e permettere al bambino di reagire comuni dei bambini Eccesso terapeutico con antipiretici antibiotici, sopprimere la reattività
Posporre le prime vaccinazioni oltre l’anno di vita Vaccinare nel periodo dell’esogestazione (stress artificiale per il sistema immunitario)

LA SALUTE A LUNGO TERMINE E L’ORIGINE
DELLE MALATTIE NEL PERIODO PERINATALE

Sempre di più anche nella ricerca sulla salute si ritorna all’importanza della vita pre- e perinatale.
David Barker dell’Università di Southampton per esempio è arrivato alla conclusione, dopo aver esaminato più di 50 studi importanti fatti negli USA, in Svezia e Inghilterra che la salute degli oltre 50enni è stata già determinata in utero. Dice:” Dobbiamo accettare che i nove mesi prima della nascita hanno evidentemente un’influenza pregnante sulla salute in età avanzata”.

Barker si è concentrato sopratutto sulle malattie cardiovascolari, su alcuni tumori e sulle malattie metaboliche. Di particolare importanza ritiene il basso peso alla nascita dovuto a iposviluppo. Dice che se il bambino riceve meno nutrimento nel secondo e terzo trimestre, mentre crescono e si perfezionano il pancreas, il fegato, la muscolatura, il cervello ecc. è più a rischio in età adulta. Esperimenti su animali dimostrano una riduzione delle cellule e della loro capacità di riparazione e rigenerazione. Inoltre il metabolismo si regola su un equilibrio di scarsa alimentazione. I rischi di sviluppare malattie metaboliche in età adulta si riduce se la persona rimane magra e continua a mangiare poco. Ma se mangia di più, il suo organismo non è in grado di affrontare il lavoro.
Altri ricercatori dimostrano come l’alimentazione nel primo anno di vita possa portare a ipertensione a causa dell’alto contenuto di sale nei latti vaccini e di malattie cardiovascolare a causa del basso contenuto di colesterolo nei latti vaccini che costringe il bambino a una iperproduzione di colesterolo.

Michel Odent parla delle correlazioni dei vissuti emozionali, dello stress e dei farmaci usati nel periodo perinatale e la condizione adolescente.
Da questi esempi possiamo dedurre le analogie sugli altri piani dell’essere umano, su quello comportamentale e emozionale. Sappiamo che disturbi neurovegetativi e comportamentali dei neonati perdurano per lo meno per tutta l’infanzia e adolescenza.

IL RUOLO DELL’OSTETRICA NELLA PROMOZIONE
E PROTEZIONE DELLA SALUTE

L’ostetrica è l’unica professionista con competenze globali, socio-sanitarie per l’accompagnamento e l’assistenza della donna e del bambino attraverso tutte le fasi del percorso maternità. E’ una “specialista” della salute e ha l’opportunità e il compito di proteggere i processi fisiologici che nella loro saggezza e con tutta la forza filiogenetica dedicata alla sopravivenza della specie tende alla salute e alla gratificazione.

Verena Schmid

Urra-Apogeo s.r.l. (www.urraonline.com)