Deprecated: woocommerce_params è deprecata dalla versione 3.0.0! Utilizzare al suo posto woocommerce_get_script_data. in /home3/qdcranio/public_html/wp-includes/functions.php on line 5088

La realtà dell’embrione

Intervista a Jaap van der Wal, pubblicata sul n.23 della rivista Scienza e conoscenza

Nella natura trovate dei significati. Gli scienziati parlano di cause, di spiegazione. Prendete Darwin, dà delle spiegazioni e non risponde alla domanda essenziale: perché è successo questo.
Quello che mi piace fare è combinare materia e spirito in un unicum. Il misurabile e il non misurabile. Pesi 86 kg ma non sei solo questo. Nel corpo faccio esperienza di essere nel mio corpo stesso, ho un’esperienza di leggerezza che non risulta in questa misurazione di 86kg. Danzo, faccio l’amore e non mi sento 86 kg. La bilancia non è uno strumento esatto, o meglio è esatto ma non può misurare la realtà se non nella sua parte misurabile. La bilancia non può darci la percezione della leggerezza, non può misurare la levità. C’è tutta l’altra realtà della percezione che non è misurabile. C’è l’osservatore che prende le distanze, c’è “il partecipante” che empatizza con la realtà. Per scoprire qualcosa dell’embrione dobbiamo partecipare alla realtà dell’embrione… La creazione non è una teoria, è una esperienza di ogni secondo della vita. Per scoprire qualcosa dell’embrione dobbiamo partecipare alla realtà dell’embrione. Cosa sa l’osservatore di una lacrima? Non sa niente, l’unica cosa è piangere, creare una connessione in te stesso e comprendere il tuo pianto, questa è la scienza che partecipa.

Lo sviluppo embrionale come esercitazione della fisiologia Il vostro corpo è una performance, una prestazione. E quello che facciamo nella forma e nei ritmi dello sviluppo embrionale è un’ esercitazione morfologica che prepara la fisiologia e più tardi la psicologia. Cerchiamo un’espressione dell’anima e dello spirito. Se guardiamo solo la forma e l’anatomia non vedremo queste altre espressioni. Quello che cerchiamo di fare è comprendere la sacralità della vita. Ascoltate quello che succede sulla spiaggia: c’è un ragazzino che vede il tramonto per la prima volta. Cosa domanda il bambino. “Dove sta andando il sole papà? Sparisce nel mare, tornerà?” I genitori allora dicono al bambino cosa succede nella realtà: “nella realtà il sole sta fermo e la terra gira intorno al sole”. E il bambino non capisce. Perché non capisce? Perché i bambini sono ancora nella parte di realtà percepita, dove il sole si muove e la terra è percepita come ferma… Il padre cerca di insegnare al bambino che la parte riduttiva della scienza è tutta la realtà. E questo è uno sbaglio fondamentale della nostra società. Cosa succede se crediamo ad una realtà e ci accorgiamo che in questa realtà ce ne sono due? Abbiamo la realtà di noi che siamo spettatori avendo un corpo e un’altra realtà di noi che partecipiamo essendo in un corpo. La cosa interessante della realtà è che la realtà è olistica e nella realtà che viviamo non c’è alcun problema ad avere entrambe le realtà.
Cosa è un cuore? In genere un cuore che funziona è assente e a volte si fa presente nel centro del corpo verso sinistra. A volte il vostro cuore pulsa nella gola quando state preparando un esame o siete innamorati, a volte è nella pancia, a volte siete tutto un cuore che batte. La realtà del vostro cuore è l’esperienza, ma i miei studenti vivono un’altra esperienza quando sezionano un corpo. Allora provocatoriamente gli vado a chiedere: “ E questo che cosa è”? E loro rispondono: “è un cuore professore”. “E ce l’avete anche voi una cosa del genere”?, “Sì, tutti hanno un cuore”. “E chi è questo tutti? Ci sono tutti qui?, Ci sono tutti nell’atlante anatomico?”. Allora insisto con i miei studenti e dico: “io non ho una cosa del genere”! Gli studenti a quel punto vogliono portarmi dal cardiologo o dallo psichiatra. Vogliono sezionarmi e riprendermi con un video per convincermi che ho un cuore. Ma la seconda questione è: “chi è sdraiato sul tavolo operatorio”? Nessuno va sul tavolo operatorio, quello che c’è sul tavolo operatorio è un corpo aperto, ma è una realtà secondaria. Quel corpo è di uno spettatore, ma se vivi, vivi nella percezione del tuo corpo, sei nel tuo corpo primario. Queste due realtà non sono separate. C’è una realtà primaria quando il sole si muove e la terra sta ferma e all’interno di quella realtà ti comporti come uno scienziato, da spettatore, e trovi una realtà secondaria, una realtà esatta. Se riduciamo l’embrione solo ad un insieme di cellule e geni perderemo semplicemente la realtà primaria. Quella realtà esatta è dentro l’altra ma l’altra realtà, quella primaria, non è dentro quella secondaria. Io desidero avere un approccio olistico e devo aprirmi dalla realtà secondaria, quella esatta , quella scientifica, ad una realtà più grande: quella primaria, quella olistica.