Deprecated: woocommerce_params è deprecata dalla versione 3.0.0! Utilizzare al suo posto woocommerce_get_script_data. in /home3/qdcranio/public_html/wp-includes/functions.php on line 5088

La Respirazione Primaria e la Salute

tratto dal libro di Michael Shea, “Terapia Craniosacrale Biodinamica” 

L’elemento definitivo che distingue il paradigma biomedico dal paradigma olistico è il concetto di Respirazione Primaria. Nella biomedicina, la salute del corpo viene definita come una condizione fisiologica normale o equilibrata. Se qualcosa va male nel corpo, è considerata una condizione non sana. Si dedica molto tempo al lavoro sulla struttura della salute fisica del corpo. Ogni anno si spendono oltre un miliardo di dollari negli USA per la ricerca sanitaria. La ricerca riguarda tutti i diversi sistemi del corpo, fino al livello cellulare e atomico. Si ritiene che i geni contengano il programma della nostra salute fisica. Elemento definitivo che distingue il paradigma biomedico dal paradigma olistico è il concetto di Respirazione Primaria. Nella biomedicina, la salute del corpo viene definita come una condizione fisiologicanormale o equilibrata. 
Solo raramente la Respirazione Primaria è considerata un’espressione della relazione della persona con una fonte di spiritualità più grande o più profonda. È una questione puramente laica. L’ortodossia prevalente considera il corpo come una macchina morbida. La cultura considera con orgoglio un corpo ben sviluppato e scolpito, e il modo in cui si manipola il corpo per raggiungere uno standard di salute fisica. Nel contesto attuale di insicurezza sociale, il corpo della persona diventa il veicolo per esprimere ciò in cui crede e ciò che desidera. Ma questa è solo una mezza verità.
Il corpo è la casa temporanea, il contenitore, della salute e in tal modo è il partner della Respirazione Primaria. Insieme, il corpo e la Respirazione Primaria, formano un tutto unico. Si compenetrano l’uno nell’altro. Nella terapia craniosacrale biodinamica, la Respirazione Primaria non si trova nella struttura del corpo umano, e non ha un codice genetico in quanto tale. Piuttosto che una struttura, è una funzione dei fluidi del corpo. La Respirazione Primaria è considerata come non condizionata, e non come assenza di malattia. La Respirazione Primaria è la condizione preesistente del corpo. Si incontra come un processo che sorge intorno e all’interno del corpo, che lo attraversa, che condivide il corpo come partner in un rapporto di collaborazione. Come c’è un’esperienza fisiologica del corpo, come il pulsare del cuore, così c’è una sottile corrente che soffia nel corpo e accende nel corpo la forza vitale, e che chiamiamo Respirazione Primaria.
L’associazione della salute col corpo è un avvenimento relativamente recente (Illich, 1976). Tale associazione ha inizio con l’avvento della medicina di Ippocrate e l’allopatia. Prima di Ippocrate la pratica della medicina e della guarigione era chiamata teurgica (Meier, 1989). La medicina teurgica vedeva la salute come una relazione con le cose dello spirito e con la volontà divina. Quindi la malattia era considerata una perdita di relazione con lo spirito. Il paziente si recava in un luogo sacro o tempio di guarigione, e qui l’operatore (colui che agisce da intermediario tra gli dei e gli uomini) compiva il rituale necessario per invocare la presenza del divino. Questo rituale poteva durare giorni, secondo la malattia. David Reynolds (Reynolds, 1982) riferisce che il quarto e il quinto giorno di certe silenziose terapie praticate in Giappone, come i ritiri di meditazione, sono i giorni più critici. Questa non è una normale fisioterapia. Alla fine, i sussurri dello spirito si odono, si sentono o si vedono in una visione, e nel paziente si ristabilisce la matrice originaria della salute come Respirazione Primaria.
La Respirazione Primaria è un qualcosa che anima la carne e tutte le cellule del corpo. Anima la matrice fluida entro le cellule e al di fuori delle cellule. Questa perfezione, questa integrità è la nostra salute originaria. La parola salute, allora, è una metafora che sta per integrità, una parola che si avvicina molto di più al significato originario della salute, che indicava la connessione e la congruenza tra il mondo della materia, il mondo della natura e il mondo del divino. La salute contiene una scintilla che può generare l’auto-guarigione.
La Respirazione Primaria, allora, è la percezione della vita, del sistema di accensione della forza vitale. È la condizione originaria, è la matrice primaria. La Respirazione Primaria non è mai perduta, neanche col cancro o altra malattia. Il corpo può avere una malattia, ma questo fatto non inficia la Respirazione Primaria. Si può individuare la parte ammalata del corpo e persino eliminarla chirurgicamente, e tuttavia il “dis-agio” può ripresentarsi. La Respirazione Primaria, però, non è mai perduta. Può essere sopita, dimenticata o nascosta, ma è sempre presente, in attesa di avviare nel cliente una metamorfosi come la fenice che risorge dalle sue ceneri.
Ognuno di noi ha sperimentato questo miracolo, personalmente o tramite persone conosciute. La malattia è il modo in cui lo spirito richiama la nostra attenzione. Così la Respirazione Primaria già si esprime in relazione alla malattia. È già al lavoro, e non si deve interferire in alcun modo. È fondamentale che l’operatore si sincronizzi con la Respirazione Primaria durante una sessione con un cliente. Quando prende contatto con il cliente, deve diventare completamente ricettivo nel corpo, nella mente e nel cuore. A me piace particolarmente la meditazione dell’ovulo, riportata alla fine del capitolo, che aiuta operatore e cliente a sentire la salute della Respirazione Primaria. Certamente è difficile trovare la salute incondizionata della Respirazione Primaria in un corpo ammalato, e ascoltare la sua voce nel mezzo della fisiologia di un processo patologico.
La Respirazione Primaria, tuttavia, è quella cosa che non può ammalarsi. Durante una malattia si rifugia nella profondità del corpo o della mente o di entrambi. La salute di cui sto parlando non presenta fatti osservabili o razionalità. È un partner silenzioso che implica una comunicazione sottile tra il mondo e il corpo. È misteriosa. Emerge dalla quiete presente nello sfondo della nostra vita fisica. Si muove in cicli di 100 secondi – cinquanta secondi di inspirazione e cinquanta secondi di espirazione. Esiste soggettivamente quando l’operatore entra in uno stato di “non sapere” durante una sessione. La quiete della salute è la soglia per accedere alla percezione della Respirazione Primaria. La silenziosa comunicazione della Respirazione Primaria entra in risonanza tra il cliente e l’operatore che lo guida. La guida agisce come un dito puntato verso la luna. A tempo e luogo, la percezione della salute sorge nel cliente dal terreno di una lucida quiete, forse in un sogno o in una profonda esperienza sensoriale. È in movimento e tocca l’intimo nucleo della fluida essenza del corpo. Un senso di integrità e perfezione e immagini del sacro sono qualità emergenti della Respirazione Primaria. C’è un qualcosa che attraversa tutto e crea la vita, ed è la Respirazione Primaria. La Respirazione Primaria è in una perenne condizione di rinnovamento – una continua rinascita. Tuttavia, il corpo vede solo una parte dell’esperienza della Respirazione Primaria in ogni dato istante.
Il vasto ammontare della Respirazione Primaria viene nascosto alla percezione perché il mondo è pieno di tante distrazioni e le informazioni sovraccaricano il sistema nervoso autonomo del cliente. La società richiede un’efficienza costante, impossibile con un cervello umano. Affinché l’attività della Respirazione Primaria diventi visibile, è necessario un addestramento adeguato e una preparazione a rallentare, e a dare tempo per riprendersi dal sovraccarico di informazioni, di comunicazione, di impegno sociale. Gradualmente il corpo si intona alla salute, e la Respirazione Primaria si dispone più profondamente nel nostro mondo incarnato. La Respirazione Primaria è un sottile dialogo ininterrotto che si svolge molto al di sotto della mente pensante. Nel modello biodinamico, il processo patologico è visto in maniera differente dalla medicina ufficiale. Da un punto di vista biodinamico, la malattia è un processo di relazione e percezione. È una relazione tra la mente, il corpo e la cultura (Morris, 1997).
La società e la cultura sono gli elementi dominanti all’esterno del corpo e sono il fattore che ha maggiore influenza nella formazione della mente e del corpo. La percezione è l’elaborazione dell’informazione sensoriale in forma, valori e convinzioni significativi. La percezione biodinamica dipende dalla capacità di introspezione o di autoanalisi. L’autoanalisi a sua volta richiede una capacità di pensare al ritmo della Respirazione Primaria e quiete sufficiente perché vi sia tensione tra pensieri, sentimenti, valori contrastanti ecc. La Respirazione Primaria allora è un incontro reciproco, tra me e un partner silenzioso nel mio corpo. La salute è vista non come un’assenza di malattia, ma come un processo attraverso il quale gli individui mantengono la capacità di sviluppare un sistema significativo che permetta loro di adattarsi ai cambiamenti che avvengono in loro stessi e nei rapporti con il loro ambiente. Questo genere di salute esige che l’operatore presti attenzione, percepisca la salute, e poi resti testimone silenzioso dei suoi effetti nel processo di accensione.
William Garner Sutherland, che ha fondato e sviluppato il Concetto Craniale, ha percepito il campo della Respirazione Primaria incondizionata come una funzione del Respiro della Vita (Sutherland, 1990). Altri hanno ipotizzato che il Respiro della Vita unifichi spirito e materia nell’embrione al momento del concepimento. Il Respiro della Vita è in relazione con l’elemento dell’aria per la sua leggerezza. È associato al silenzio dello spirito. Fornisce la scintilla che avvia la creazione della forma ed il funzionamento del corpo, ed è quindi associato anche all’elemento fuoco. La natura del Respiro Vitale è fluida e mobile. Entra nel corpo come un’onda. Permea la dimensione fluida del corpo e porta con sé il progetto di perfezione e integrità. Sutherland lo ha definito infallibile nella sua capacità di portare la guarigione. Il Respiro della Vita, ed il suo fulcro della Quiete Dinamica, confuta ogni opinione o sistema di credenze su cosa sia o debba essere la salute.
Le idee sulla salute sono molto condizionate e orientate al corpo quando non si riesce a percepirla. Facciamo affermazioni del tipo: “Il mio corpo è sano” o “il mio corpo è ammalato”; “mi sento più sano quando prendo le vitamine”; o, “ieri mi sentivo male ma oggi mi sento in forma”. Oppure possiamo anche lavorare con convinzioni del tipo: “Mi sento bene se medito ogni giorno”; o, “sto bene se lavoro con la Respirazione Primaria”. Sono tutti punti di vista condizionati. Se cambia una qualsiasi di queste circostanze, come di solito capita, allora la salute fisica è perduta. La Respirazione Primaria incondizionata non può andare perduta. È insita e innata nell’essere vivi. Anche se hai il cancro, sei sempre sano con la Respirazione Primaria. Se sei pazzo, hai ancora la Respirazione Primaria, fonte della salute. È presente, in attesa di essere ascoltata. Il Concetto Craniale è una ricerca su come lo spirito si incarni nel corpo umano, su come avvenga la guarigione. Entrambi questi aspetti del Concetto Craniale sono un mistero. Così l’elemento centrale nella pratica di questo lavoro è non sapere e sentirsi a proprio agio nel mistero della trasformazione che è proprio della Respirazione Primaria. Trasformazione, in senso biodinamico, è l’atto per cui l’effettiva presenza del divino si tramuta nella forma e nelle funzioni della Respirazione Primaria che agisce nel corpo umano.
Il lavoro biodinamico quindi, esplora ad un livello molto pratico il modo in cui si verifica la guarigione nel corpo con l’aiuto della presenza della Respirazione Primaria. Adopera un tocco esperto per entrare in relazione con la matrice primaria della salute nel corpo e per stabilire un dialogo con la Respirazione Primaria. Si passa attraverso livelli successivi di palpazione e di percezione per trovare l’orientamento della Respirazione Primaria ed il suo moto ondoso embrionale al di sotto della anatomia, della fisiologia e delle distorsioni che si incontrano lungo il percorso. Per il Concetto Craniale, la Respirazione Primaria – che porta il progetto spirituale dell’incarnazione – è elemento centrale. È un approccio visionario al lavoro col corpo. La Respirazione Primaria organizza la forma del corpo umano come un Axis Mundi – l’asse centrale che incarna la vita intorno a un centro spirituale di quiete. Questo Axis Mundi è una linea mediana che mette in rapporto il mondo naturale e il mondo dello spirito con (e attraverso) la psiche ed il corpo. Mi apro alla Respirazione Primaria per interagire col mio soma e dargli forma. È un’intelligenza che esiste di per sé. Non conosce se stessa; non è razionale. Ha milioni di anni. La sua voce è un sussurro. È invisibile. Parla attraverso i fluidi del corpo e il metabolismo dell’embrione, ma non si mescola con i fluidi. Il suo movimento è come la traccia di un uccello in volo. La Respirazione Primaria forma una congiunzione e una interazione tra operatore e cliente. Entrambi, operatore e cliente, cercano di percepire il campo della Respirazione Primaria in cui sono immersi. Il cliente sente inconsciamente la Respirazione Primaria nell’operatore, così come l’operatore cerca di percepire la Respirazione Primaria nel cliente. La Respirazione Primaria a sua volta cerca in ciascuno un luogo in cui stare. È come una caccia al tesoro o un Grande Gioco spirituale a caccia della più profonda espressione della vita. All’inizio l’operatore è la guida, l’attenzione orientata alla percezione della Respirazione Primaria all’interno del proprio soma, poi gradualmente la Respirazione Primaria diviene la guida nella collaborazione per la guarigione.
 
Meditazione: l’ovulo
Questa meditazione serve per sviluppare una consapevolezza tridimensionale della Respirazione Primaria al momento del concepimento.
 
Prima parte
La prima parte dell’esercizio consiste nel comprare un piccolo mappamondo. Portatelo a casa, mettetelo su un tavolo e osservatelo da una distanza di qualche metro. Girate il globo in modo da vedere l’America Settentrionale e Meridionale. Poi chiudete gli occhi e mantenete davanti agli occhi quell’immagine, per diversi secondi. Poi, aprite gli occhi, girate di nuovo il globo e attraversate l’Atlantico in modo da osservare l’Europa, il Medio Oriente e l’India. Cercate di memorizzare le forme e i luoghi di quei continenti e le masse d’acqua che li separano e li circondano. Chiudete gli occhi e mantenete quell’immagine nella mente. Considerate quante forme potete individuare e nominare. Poi, girate il globo in modo da vedere il resto del pianeta, compresa la Cina, la Siberia e l’Estremo Oriente. Di nuovo, con gli occhi aperti, memorizzate quei luoghi meglio che potete. Poi chiudete di nuovo gli occhi e mantenete l’immagine di quella parte del globo davanti agli occhi della mente. Ora, aprite gli occhi, e mettete il mappamondo per terra, fuori vista. Chiudete gli occhi, visualizzate il globo davanti a voi e cominciate a farlo girare, cominciando dal continente americano. Fatelo ruotare lentamente davanti agli occhi della mente, senza fermarlo. Poi cambiate il senso di rotazione e vedete se riuscite a farlo girare in senso opposto. Fatelo per alcuni minuti, e, se è necessario, usate il vero mappamondo per completare i punti che potrebbero mancarvi mentre fate gira
re il globo. Io faccio questo esercizio ogni volta che vedo un mappamondo, in un negozio o in casa di qualcuno. Ogni volta che ne vedo uno, faccio girare materialmente il globo, perché non considero questo oggetto familiare un oggetto ornamentale, ma come un attrezzo per sviluppare la mia consapevolezza tridimensionale della Respirazione Primaria.
 
Seconda parte
Nella stanza del trattamento, l’operatore, seduto, si prepara a prendere contatto con il cliente. Visualizza il proprio corpo, i capelli, il colore degli abiti, ecc. Lentamente, a occhi chiusi, visualizza il proprio corpo da ogni lato, come se lo osservasse dal di fuori in un modo non-dissociato. Questo significa esser capace di restare radicato nella consapevolezza del respiro diaframmatico. A me piace visualizzare il mio corpo prima frontalmente, poi il lato sinistro, poi il dorso, poi il lato destro e terminare tornando davanti. Poi cambio direzione, visualizzando la parte anteriore, poi la destra, poi le spalle, poi la sinistra e finisco tornando davanti. Ora, per approfondire un po’ questo gioco, chi visualizza si trova in un posto e l’oggetto della visualizzazione (la persona stessa) può ruotarle davanti. Poi potete visualizzare voi stessi mentre camminate intorno all’oggetto della visualizzazione (sempre voi) come circumambulando intorno a una statua vivente. Assicuratevi di percorrere 360 gradi in una direzione e poi anche nell’altra. Se avete difficoltà con questa pratica, pregate un amico di scattarvi delle foto digitali mentre siete seduto, nelle quattro direzioni: di fronte, dai due lati, da dietro. Potreste aver bisogno di osservare le foto prima, come nel precedente esercizio col mappamondo.
 
Terza parte
L’ultima parte di questa meditazione per me è la più divertente. Questa volta, mentre focalizzate l’attenzione su una consapevolezza tridimensionale della Respirazione Primaria, visualizzate l’orizzonte che vi circonda effettivamente a 360 gradi. Io immagino di star seduto nell’oceano della Marea Lunga che respira dentro di me da ogni parte. Arriva ad un fulcro nel centro del mio corpo, esattamente a uno stillpoint nella profondità del mio cuore. Aspetto finché la marea cambia e la mia coscienza si espande completamente tridimensionalmente in tutte le direzioni a partire dallo stillpoint del mio cuore, al ritmo della Respirazione Primaria. Quando ho stabilizzato questa consapevolezza dell’ovulo, in cui io sono effettivamente l’ovulo del grembo di mia madre da cui sono stato concepito, allora cerco di espandere i confini del mio ovulo fino ad includere il cliente. Immagina che la membrana esterna dell’ovulo arrivi a 40-50 cm dalla superficie della pelle e che la forma dell’ovulo arrivi sotto i tuoi piedi. Poi espandi i confini del tuo ovulo fino a includere i limiti esterni dell’ovulo del cliente. Aspetta alcuni cicli della Respirazione Primaria. Pian piano includi l’intero ovulo del cliente dentro il tuo ovulo. Ora siete gemelli, tu e il cliente. Continua stabilmente nella Respirazione Primaria. Quando riesco a sentire che il cliente è incluso nel campo della Respirazione Primaria del mio ovulo, comincio a sentire la Respirazione Primaria del cliente, anch’essa come un ovulo, e aspetto che i nostri due ovuli respirino insieme in un unico campo unificato di Respirazione Primaria, espandendosi e contraendosi ritmicamente in cicli di 100 secondi. Poi immagino che le nostre coscienze si espandano insieme tridimensionalmente fino al limite dell’orizzonte per poi tornare. Il punto centrale, il fulcro, dell’andare e venire della Respirazione Primaria nel mio ovulo è sempre la posizione e il luogo del mio cuore fisico nel petto, e in particolare la quiete nei più profondi recessi del mio cuore. Tutto questo simbolicamente riporta un operatore ad essere ri-concepito nella sua integrità originaria, e l’inerzia contenuta può essere rimossa dalla Respirazione Primaria.

Acquista il libro

shea_libro