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Lesioni Sfenobasilari Strain verticale – Sfenoide alto e basso


Premessa : Disfunzioni della base del cranio Il collegamento flessibile fra l’occipite e lo sfenoide, la sincondrosi sfenobasilare (SSB), si ossifica pressappoco a partire dai 13 anni. In osteopatia, però, si ritiene che essa conservi un’elevata flessibilità fino a tarda età. La struttura cartilaginea della base cranica si forma all’incirca verso il quarantesimo giorno di vita intrauterina. Essa è la base su cui si sviluppa il cervello. Poiché il tronco cerebrale posto centralmente e l’articolazione sfeno – occipitale che è in rapporto con esso si sviluppano in modo relativamente lento, la base cranica, in confronto alla volta cranica e
al volto, rimane relativamente stabile. La base del cranio è stabile in virtù dell’enorme incremento del lobo frontale e temporale del cervello, come pure dell’aumento di volume del cervelletto con un abbondante sviluppo della fossa cranica anteriore, media e
posteriore. Quindi, nello sviluppo del cranio la base cranica rappresenta, assieme alla sincondrosi sfenobasilare, una specie di fulcro. Angolo della base cranica L’angolo inferiore della linea dal nasion alla sella turcica e la linea dalla sella al basion. Al
di sopra della sella turcica, l’angolo della base cranica è leggermente convesso, verso il basso è leggermente concavo. Secondo Lanz e Wachsmuth, l’angolo inferiore medio della base cranica di un adulto è di 117,7 gradi. Il movimento ritmico craniosacrale della SSB in un movimento d’estensione e di flessione. Nella fase d’inspirazione o nella disfunzione della flessione, la SSB si muove in direzione craniale e l’angolo inferiore diminuisce, mentre l’angolo superiore si ingrandisce.
Nella fase di espirazione o nella disfunzione dell’estensione avviene il contrario. Le ossa di copertura sono elastiche come le
ossa della base cranica e possono adattarsi ai delicati movimenti della SSB. La SSB e le membrane intracraniche sono la chiave per la comprensione di tutta l’organizzazione cranica. I disturbi nell’ambito della base cranica si ripercuotono sulle restanti ossa craniche e su tutta la mobilità del cranio. Essi riducono la mobilità craniosacrale, bloccano in modo più o meno forte tutto il sistema craniosacrale e diminuiscono l’efficacia terapeutica nella cura di altre disfunzioni craniosacrali. D’altronde,
disturbi extra – o intracranici sono d’intralcio anche all’efficace trattamento della SSB.

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