Occlusione e concetto osteopatico

tratto da “Ortoposturodonzia” di M.Clauzade e J.P. Marty

A livello cranico
I principi dell’osteopatia craniale, sono stati descritti da AT. STILL alla fine del XIX secolo.
Occlusione e  concetto osteopatico

“Ortoposturodonzia” di M.Clauzade e J.P. Marty, GLM Edizioni MArrapese – Roma 2004
Il volume può essere richiesto direttamente all’editore Marrapese 06 5014072. Gli utenti ITCS hanno diritto ad uno sconto sul prezzo di copertina.

W.G. SUTHERLAND parla dell’esistenza di un movimento all’interno del cranio, movimento indipendente dal ritmo cardiaco e polmonare.
Questo movimento ha ricevuto il nome di «Movimento Respiratorio Cranico» o MRP (Meccanismo Respiratorio Primario). Esso è percepibile alla palpazione e possiede un ritmo di 13-12 cicli al minuto per un’ampiezza di 25 micron. 49

Questo ritmo “fluttua” con gli stati di salute e rallenta in presenza di una malattia.
Così, W. FRYMANN ha dimostrato, sui lattanti, che esiste una netta correlazione tra il ritmo del MRP (Meccanismo Respiratorio Primario) e la sofferenza post-natale. 103
È interessante notare come questo ritmo cranico abbia tendenza a diminuire nella nostra popolazione attuale, mentre SUTHERLAND ha parlato di un ritmo del MRP di 14 cicli corrispondente alle popolazioni dei pionieri o ai contadini avvezzi al lavoro dei campi.
Nel 1989, noi abbiamo sviluppato questo concetto osteopatico dell’occlusione, basato sui principi dell’osteopatia.
L’esistenza del MRP (Meccanismo Respiratorio Primario), attribuito alla fluttuazione del liquido cefalo-rachidiano, deve lasciare spazio al giorno d’oggi ad una teoria elettromagnetica di oscillazione cellulare.
Si può considerare il MRP come la risultante di queste diverse frequenze cellulari.
Nasceranno due zone topografiche di attività risultanti da questo sviluppo cerebrale, richiamando in causa il concetto sviluppato da A. DAMBRICOURT-MALASSE, che provocheranno la morfogenesi ossea del cranio.
Una individualizzazione in regione anteriore e regione posteriore del cranio, si realizza attorno al corpo dello sfenoide o ali-sfenoide, che rappresenta la regione di stabilità, di equilibrio.
Questa attività dinamica non cesserà mai e sosterrà, per mezzo delta sua informazione, le strutture che, bisogna sottolinearlo, potranno essere modificate in caso di cambiamento di questa stessa informazione.
Il concetto osteopatico attribuisce alla Sincondrosi-Sfeno-Basilare (SSB) un ruolo di cerniera nella dinamica craniale dove si esprime il movimento di flessione-estensione del MRP (Meccanismo Respiratorio Primario).
M. STRICKER e B. RAPHAEL individualizzano degli insiemi crono-topografici influenzati da un «conformatore comune» che si sviluppano dallo sfenoide. 237
Queste due grandi correnti di attività biodinamica concorrono all’edificazione del cranio ed al mantenimento della forma organizzando:

  1. lo sviluppo anteriore del cranio, che inizia dal pre-sfenoide e interessa vomere, palatino, etmoide, zigomo, frontale, pre-mascellare e mascellare;
  2. lo sviluppo posteriore, che inizia a livello del post-sfenoide e interessa occipite, temporale e mandibola.

M. J. DESHAYES è partita dalla nozione di coppia funzionale maxillo-mandibolare di J. DELAIRE, per organizzare una biodinamica cranio-facciale equivalente. 83
Questa comprensione ha portato a una visione totalmente nuova dell’odontogenesi e dell’occlusione.
I denti sono contenuti dentro gli abbozzi ossei del mascellare superiore e della mandibola.
Concetto osteopatico  dell'occlusione
[49] Clauzade M. A., Darraillans B. “Concept ostéopathique de l’occlusion”, Eitions SEOO Perpignan 1989
[103] Frymann V. “Relation of disturbances of cranio-sacral mecanism to symptomatology of the newborn”, JADA 65, 1059-1075, 1966
[237] StrickerM., Raphael B., “Croissance cranio-faciale”, Morphos editions, Reims 1983
[83] Deshayes M-J. “Croissance cranio-faciale et orthodontie”, Editions PUF 1989

Sutura temporo-mandibolare
Il maggior numero degli autori continua instancabilmente a parlare di Articolazione-Temporo-Mandibolare o ATM.
Tuttavia, questa struttura non è una articolazione, ma una sutura.
Questo punto di vista, difeso da G. COULY, DELAIRE, CAIX e da noi stessi, si basa su molteplici fatti incontrovertibili. 27, 56

Prove embriologiche
a – L’ATM si sviluppa verso l’8 settimana della vita intrauterina da due gemme membranose, lo squamoso ed il dentario, che daranno rispettivamente il temporale e la mandibola.
Una sutura è, per definizione istologica, una regione di attività, di dilatazione o di “tensione” tra due ossa mesenchimatose o membranose.
b – Tra questi modelli ossei compaiono delle fessure articolari, o blastemi, verso la decima settimana.
Il blastema condiloideo darà vita alla cartilagine condiloidea, al menisco e allo pterigoideo laterale.
Il blastema glenoideo formerà le superfici articolari superiori. Noi non conosciamo molte articolazioni provenienti da due blastemi differenti.

Prove funzionali
a – Questa regione si presenta come la zona adattativa tra il condrocranio, che ha terminato la sua crescita all’età di cinque anni, e lo splancnocranio, che termina la sua crescita all’età di 20 anni.
Questo asincronismo cranio-facciale, costringe ad una migrazione di questa zona da una posizione latero-eso-squamosale, ad una posizione terminale sotto-temporale.
Questa migrazione adattatrice rappresenta il ruolo devoluto ad una sutura.
b – La cavità glenoidea si presenta piatta nel lattante e si struttura sotto l’azione della suzione, della poppata e, successivamente, della masticazione per dare la sua forma concava definitiva all’età di sei anni.
Questa strutturazione, determinata dalla funzione, è la prova formale di una sutura adattativa.

Prova istologica
la presenza di fibrocartilagine, a livello del condilo mandibolare e della cavità glenoidea, ce ne fornisce la prova
Questo tipo di cartilagine offre la possibilità di riparazione e di adattamento.
Essa si oppone alla cartilagine ialina che ritroviamo nelle articolazioni di scivolamento, come il ginocchio, per esempio, e che esclude tutte le possibilità di adattamento.
Questa guerra terminologica può sembrare superflua e molto universitaria. Tuttavia, è primordiale, ed essenziale, per capire le patologie cranio-mandibolari.
Questa sutura, che rappresenta un legame cranico, diventa una rottura ideologica concettuale. La sutura temporo-mandibolare è adattativa ed anche conflittuale.
Formazione del massetere

Il legame cranio-mandibolare, dato dall’articolazione temporo-mandibolare, si ritrova, in tutta la filogenesi, nel mezzo del piano cranico a tal punto che DELAIRE ritiene questa situazione come base architettonica e considera l’ATM come punto di bilanciamento tra il piano facciale e il piano craniale. 77
Il menisco è una formazione fibrosa supplementare di protezione di questa sutura come anche della parete superiore della cavità glenoidea, straordinariamente fine. Si tratta, in effetti, di una sutura specializzata.
La sua integrità contraddistingue la fisiologia della sutura, ma una sua lesione non comporta la scomparsa della sutura.
Questo è straordinariamente importante, poiché si assiste all’esplosione, in questi ultimi anni, delle tecniche di chirurgia temporo-mandibolare in relazione ai metodi esplorativi radiologici: scanner, RMN o artroscopia.
Ora, tutte le suture operate portano alla formazione di un tessuto fibrotico che impedisce la cicatrizzazione funzionale e che favorisce le possibilità di anchilosi temporo-mandibolare futura.
Ecco perché noi rifiutiamo visceralmente questo tipo di intervento a vantaggio dei metodi ortopedici, o dei metodi più globali, che permetteranno a questa sutura una nuova compensazione.
Le vere anchilosi, sono state descritte da G. COULY, nel lattante, dopo distruzione suturale per trauma diretto o per setticemia. 57
Durante il primo anno di vita, la cavità timpanica comunica, nel lattante, con l’ATM; di qui il pericolo delle patologie ORL precoci, che possono generare delle invasioni settiche batteriche dell’articolazione con possibilità di rimaneggiamento osseo irrimediabile.

[27] Caix Ph. “L’ATMet son vrai-faux ménisque” Approche morphologique fonctionnelle clinique et chirurgicale: Thèse Doctorat d’état en biologie humaine, Amiens 1971
[56] Couly G. “ATM et interrelations fonctionnelles mastricatices”, AOS n°114, 233-252, Editions Julien Prelat, Paris 1976
[77] Delaire J. “Essai d’interprétation des principaux mécanismes lians la statique à la morphologenèse céphalique – Déductions cliniques”, AOS n°130, 189-220, 1980
[57] Couly G. “Plaidoyer pour l’arthroplastie précose des ankyloses temporo-mandibulaires de l’enfant” In “Mécanothérapie. Kinésithérapie Maxillofaciale”, Editions AFEMK, Tome II, 70-73, Paris 1991