Ossa, Meningi, Fluidi, Potenza, Il Respiro della Vita

tratto da 

Terapia Craniosacrale Biodinamica Nuova ristampa Autore: Michael J. Shea
Data prima pubblicazione:  2009 riedizione 2016
Pagine: 327 Formato: 21×28

Ossa

I primi anni di studio del professor Sutherland furono dedicati alle ossa della testa. Egli tracciò una mappa delle articolazioni e delle possibilità di movimento di ciascun osso del cranio e tentò di pubblicare un trattato sulle sue scoperte durante gli anni ‘30. Non ci riuscì fino al 1939, quando fu pubblicata per la prima volta una versione ridotta del suo Cranial Bowl (in italiano: “La calotta cranica”) (Sutherland, 1939). Nei primi tempi del suo insegnamento il suo punto di vista non fu accettato se non da pochissimi, ma questi pochi seguirono con entusiasmo questo nuovo modello interattivo della salute e della guarigione.
Tracciare una mappa delle possibilità di movimento di ciascun osso del cranio fu un compito monumentale per Sutherland. In primo luogo, ciò richiedeva uno stile di palpazione molto differente da quello che gli operatori orientati alla medicina occidentale degli anni ‘30 erano abituati ad utilizzare. In secondo luogo, il modello contestava i vecchi testi di anatomia che insistevano nel sostenere che le suture del cranio si ossificano e sono quindi rigide e bloccate. Infine, richiedeva un linguaggio descrittivo che non era ancora disponibile, se non per mezzo di metafore e semplici immagini che accompagnavano le descrizioni anatomiche delle dissezioni dei cadaveri. Lo studio dell’anatomia aveva per Sutherland un significato più visivo e immaginativo che razionale.
Malgrado gli ostacoli, il “Concetto Craniale” si affermò con un orientamento alle ossa ed è fu insegnato inizialmente come una forma di terapia manuale meccanica. Dopo anni di palpazioni e di esperimenti somatici, apparve chiaro che qualcos’altro muoveva le ossa dall’interno. La motilità interna del corpo e il ritmo lento appaiono immediatamente evidenti agli studenti contemporanei, ma a quei tempi mancava una sensibilità alla palpazione. Quando ha luogo uno spostamento di paradigma, spesso sono necessari diversi anni perché si sviluppi un vocabolario descrittivo capace di guidare gli studenti ad acquisire una comprensione e una sensibilità profonda del corpo, e ancor più tempo è necessario per arrivare a un libro di testo. Questo è stato il dilemma del Concetto Craniale. Il primo libro di testo approvato da Sutherland (Magoun, 1951) suggeriva che il movimento nel corpo venisse guidato e diretto da un Essere Supremo. Aggiungeva poi che una Intelligenza Universale doveva essere in comunicazione con ogni singola cellula e con l’intero corpo. Questo il principio su cui si basa attualmente il Concetto Craniale.

Meningi

William G. Sutherland continuava a lavorare orientandosi alle ossa, ma con l’andar del tempo si era svelato alla sua percezione un secondo livello del Sistema Respiratorio Primario. Egli percepì un movimento nella falce cerebrale e nel tentorio cerebellare, che sono i più grandi dei ripiegamenti della dura madre,le membrane intraossee del cranio, dette meningi. Le meningi affascinavano Sutherland. Egli osservò che il loro movimento intrinseco seguiva un ben definito modello di contrazione ed espansione. Chiamò questo movimento ritmico del sistema delle membrane durali Sistema delle Membrane a Tensione Reciproca (MTR).
Sutherland, comunque, non si fermò alla percezione del livello delle meningi. Sentì che una forza più profonda muoveva le membrane. Riusciva a percepire il movimento del tessuto neurale semisolido che risale il midollo spinale fin nella testa e si arrotola attorno ai ventricoli come il corno di un ariete, per poi srotolarsi e ridiscendere. Dunque, anche il tessuto neurale aveva un suo movimento intrinseco, una propria gamma di movimenti, e uno scopo all’interno del Sistema Respiratorio Primario. Questa motilità del tubo neurale indusse Sutherland a spostare nuovamente la sua percezione verso uno strato più profondo del sistema, localizzato nei ventricoli e nello spazio subaracnoideo che circonda il cervello, ossia proprio nel fluido cerebrospinale.

Fluidi

Questa percezione lo portò alla scoperta della fluttuazione intrinseca del fluido cerebrospinale quale fonte di tutti i movimenti precisi del tessuto neurale, delle membrane e delle ossa. Considerò questo movimento l’elemento più importante del modello biomeccanico, come venne poi definito il suo lavoro iniziale (si consulti il Glossario alla voce Meccanismo Respiratorio Primario, per una descrizione completa dei primi lavori del prof. Sutherland).

Infine, nel 1948, all’età di 75 anni, Sutherland operò un cambiamento fondamentale nel suo Concetto Craniale. Cominciò a fare diagnosi e a trattare con quella che chiamava la Marea (Tide). La delicatezza diventava la chiave per percepire la leggerezza dei fluidi. Osservava che la capacità di guarigione intrinseca al sistema è più efficace del terapista nel ridurre i modelli di tensione. L’intera trama della sua esperienza percettiva cambiò. Cominciò a mettersi in relazione direttamente con la Potenza che sentiva come una corrente dei fluidi (fluid drive) all’interno del fluido cerebrospinale. Oggi la potenza e la corrente dei fluidi sono considerate più come proprietà del livello della Marea Media (Mid Tide) del Sistema Respiratorio Primario che non proprietà esclusive del fluido cerebrospinale. Sutherland abbandonò completamente la valutazione del movimento delle ossa e delle membrane. Sentiva che la Potenza possiede capacità di capire e di prendere decisioni, e disse che conteneva un’Intelligenza. Così affermò:“Ora possiamo impiegare la volontà di Dio.”
Tutto questo lo portò alla sua seconda ispirazione. Gli era capitato di risolvere un disturbo nel corpo di un cliente semplicemente grazie a quello che aveva chiamato “Respiro Vitale” o “Respiro della Vita” (Breath of Life). Era stato soltanto un mero osservatore, un testimone. Sutherland infine considerò il Respiro della Vita come la sorgente di vita nel corpo umano e l’intelligenza divina del corpo. Sentì tutto questo nei fluidi corporei.

Potenza

Il rispetto per il sistema di autocorrezione del Respiro della Vita diventò allora un aspetto del trattamento. Sutherland suggerì di stare lontano dal contatto meccanico quanto più possibile. La percezione dell’impulso profondo avrebbe portato l’operatore alla fonte primaria (Sutherland, 1998). Qualcos’altro era cominciato ad apparire durante i trattamenti e i suoi sensi istintivi erano sbocciati. Sviluppò un profondo rispetto per il potere di autocorrezione del Sistema Respiratorio Primario. Scherzando, attribuì l’intera idea, anche la sua prima ispirazione, a Dio. Alla fine della vita, la forza della Potenza del Respiro Vitale gli appariva assolutamente chiara. Diceva che una frazione di millimetro è di vitale importanza durante la palpazione clinica. Cominciò a usare metafore come “l’uccello dei ventricoli”, “la scintilla”, “il volo”, “la luce liquida”, “la spaziosità nell’anatomia”, “la continuità del Respiro della Vita nei fluidi”, ed altre ancora. Diceva che ogni goccia di fluido nel corpo conosce la Marea. Sottolineò quanto era difficile incorporare in un modello medico l’insegnamento della percezione dei fluidi. Affermò che il suo lavoro non trattava di tecniche e protocolli ma del contatto delicato, di quello che potrei chiamare una piuma sul Respiro di Dio. Definì la forza nei fluidi una potenza infinitesimale. Chiaramente un siffatto atteggiamento rende il Concetto Craniale una pratica spirituale per molti operatori, ieri come oggi.

Il Respiro della Vita

Quando si comincia a studiare il Concetto Craniale, si avverte la chiara sensazione di una dimensione diversa presente nel corpo. C’è qualcosa di Altro che il terapista contatta quando pratica questo lavoro. E’ qualcosa di estremamente intimo. Sutherland lo chiamò “Respiro della Vita”. Nominò il Respiro della Vita o ne discusse gli effetti per ben diciannove volte nei suoi scritti (Paulus, 1999). È all’interno di questa dimensione Altra che la terapia craniosacrale incontra un elemento spirituale nel corpo. È una spiritualità manifesta. C’è qualcosa nel corpo che non cambia. I terapisti percepiscono questa salute immutabile mentre trattano un cliente, ed è un mistero. Notano che è più grande tanto di loro stessi quanto del cliente. Questo Altro, l’immagine del divino, deve essere sostenuto dai terapisti alla luce di due domande: Come accade che lo spirito si incarni nel corpo? E come accade la guarigione?

Per sostenere questo patrimonio di conoscenze, sono convinto che queste siano le incognite fondamentali che tanto gli operatori quanto gli insegnanti craniosacrali devono vivere come domande, piuttosto che risolvere con risposte. Ogni volta che un operatore inizia una sessione con un cliente è come penetrare un mistero. Ogni sessione è assolutamente nuova e aperta a qualcosa di diverso da scoprire.

Percepire e comunicare con il Respiro della Vita e la sua Potenza, chiamata Respirazione Primaria in questo libro, è un processo complesso e non lineare. Il primo insegnamento per i praticanti è quello di percepire il proprio corpo, utilizzando il corpo come un’antenna per scoprire la condizione del cliente. In secondo luogo, l’operatore rinuncia a qualsiasi intenzione di aggiustare in qualche modo il cliente. La pratica biodinamica è una pratica di compassione e di testimonianza al cliente nella sua totalità. Questo richiede una mente meditativa, che sia in grado di acquietarsi quando nulla sembra accadere per lunghi periodi di tempo. È una mente libera da rigidità e fissazioni. L’operatore attende pazientemente che il Sistema Respiratorio Primario del cliente giunga alle sue mani e manifesti la sua forza terapeutica.

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