Terapia Cranio Sacrale – Cura Antistress

di Silvana Bevione (Tratto da: Panorama del 18/10/2001 http://www.mednat.org)

La tecnica è stata inventata negli anni Trenta dall’ osteopata americano William G. Sutherland, il quale provò che le ossa del cranio si muovono in spazi di un micron: lo spessore di un capello. Un movimento ritmico che somiglia alla respirazione. Poi, a metà degli anni settanta, un gruppo di ricercatori dello Stato del Michigan, guidati da Jhon E. Upledger, effettuò uno studio che confermò la teoria di Sutherland: toccando e facendo pressione sulle ossa della testa e del collo si possono ottenere benefici in una serie di disturbi e malattie.

Oggi per la terapia cranio-sacrale è boom: in Italia i medici osteopati esperti in questo tipo di trattamento sono sempre più numerosi, tanto che il 14 ottobre l’Istituto per le terapie cranio-sacrali (Itcs) tiene un convegno a Bologna per informare terapeuti e pazienti. Questa cura si basa su leggere manipolazioni proprio delle parti del corpo che più facilmente rimangono contratte in caso di stress (capo e collo) e che possono poi dare origine a diversi problemi. Non si tratta di semplici massaggi: le pressioni non si limitano a sciogliere i punti di tensione e di contrazione , ma stimolano la circolazione del liquido cerebrospinale (liquor), che circonda il cervello, proteggendolo, e che scorre all’interno della colonna vertebrale fino al sacro. E così facendo, aiutano a riequilibrare il sistema muscolo-scheletrico. Secondo gli esperti, la terapia cranio-sacrale è utile in numerosi disturbi fisici: sciatalgie e mal di schiena, traumi da parto, colpi di frusta, tensioni muscolari del collo, emicranie, reumatismi, scoliosi, distorsioni. Ma anche per riniti, vertigini «sine causa» (non attribuibili a una causa organica) e gli acufeni (ronzii continui alle orecchie). In più, possono essere trattati con efficacia problemi odontoiatrici o dell’articolazione mandibolare, come la malocclusione. Serve infine in caso di traumi e incidenti, la dove intervenire chirurgicamente risulterebbe difficile o sconsigliato. Ed è talmente delicato da poter essere applicato anche in neonati e anziani, o in gravidanza. “È un tipo di trattamento utile per molti pazienti, come quando, a causa di un colpo di frusta, ci si ritrova con l’intero asse scheletrico e muscolare spostato”) precisa Michel Lemonnier, che fa parte del Registro federale europeo degli osteopati. (Non andrebbe però fatto da solo, come terapia esclusiva, bensì inserito in un programma più generale. E, soprattutto, bisogna stare molto attenti alla formazione e all’abilità di chi lo pratica».
Perché sia davvero efficace, la tecnica deve essere praticata da un tera­peuta preparato con sensibilità.
«Tutto sta nella capacità di percepire i movimenti sottili del sistema muscolo-scheletrico del paziente » spiega Maderu Pincione, responsabile nazionale dell’ Itcs. «E come se il cervello e il midollo osseo “respirassero” nel liquido cerebrospinale, attraverso il quale viaggiano sostanze biochimiche essenziali come la serotonina, l’ormone del benessere, o l’adrenalina, prodotta in condizioni di stress».
Proprio per garantire che gli esperti che la praticano siano tali, l’Itcs si sta battendo per avere un albo di professionisti riconosciuto, come già avviene in altri paesi europei (Gran Bretagna e Svizzera in testa).
Registro che per il momento è organizzato in proprio, a titolo di auto-controllo, dalle quattro più importanti scuole che formano terapeuti secondo un protocollo approvato in Europa: Milano,
Modena, Bologna e Lugano.